Boxe, a Pescara i Tricolori Dilettanti al via

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 18:40:59
Categoria: Boxe
Autore: Michele Nardi

Da anni gli assoluti dilettanti si disputano a Dicembre, l’ultimo mese dell’anno, una specie di passerella conclusiva dell’attività di vertice. Oltre che per avere le precisa idea dei vertici nazionali, valutando in tal modo lo stato di salute della boxe italiana in maglietta. Per svariati motivi, strategici o di necessità, non sempre comprensibili, non è così. Resta l’opportunità per valutare solo una parte delle forze nazionali. Sarà così a Pescara, dove si alza il sipario maschile per la 97° edizione, mentre il settore femminile ascrive il 17° appuntamento. Organizza la Simone di Marco di Pescara, società molto attiva anche a livello giovanile.  Il capoluogo abruzzese firma per la prima volta la più importante rassegna nazionale dilettantistica. Per l’Abruzzo è la terza volta, le prime due a Roseto degli Abruzzi (1985 e 2015), mentre il record assoluto spetta a Roma che ha ospitato la rassegna 12 volte, seguita da Milano (9), Bologna (6), Napoli (5), quindi Parma, Firenze e Ferrara a quota 4. Saranno 200 gli atleti iscritti: 130 uomini e 70 donne. Più o meno come nel 2017 a Gorizia. Il primo campionato maschile ebbe luogo a Milano nel 1920, cui seguì Roma e Genova, nel 1923-’24 e ’25 Firenze ospitò il torneo. Una continuità unica nella lunga storia tricolore. 

Si inizia martedì con gli ottavi in alcune categorie maschili (56, 60, 64, 69, 75 e 91) dalle 14,30, il 4 e il 6 dicembre quarti maschili e femminili (inizio 15.30), venerdì 7 dicembre semifinali maschili, sabato 8 dicembre semifinali femminile (ore 15,30), domenica 9 dicembre dalle 14.30 finali maschili e femminili. La commissione ordinatrice è composta dai consiglieri Sergio Rosa, Giancarlo Ranno, Fabrizio Baldantoni e da Mariangela Verna. 

Torniamo alle iscrizioni maschili, dove solo tre dei campioni uscenti è presente. Mancheranno Nicola Cordella (49), Gianmario Serra (52), Gabriele Cossu (56), Matteo Antonioli (64), Francesco Magrì (69), Francesco Faraoni (75) e Riccardo Valentino (81). Mentre Giuseppe Canonico (60) tenterà il bis, mentre Simone Fiori (91) il quinto alloro e Mirko Carbotti (+91) il poker. Oltre ai nomi citati, a sorpresa non figurano  iscritti Cappai (52), Arecchia (69), Cavallaro (75), Manfredonia (81), Mouhiidine (91) l’unico che nel corso della stagione a livello senior si è imposto nei tornei internazionali. Sapete perché? La squadra nel periodo in cui erano state programmate le selezioni interforze era impegnata con la nazionale in Spagna nel campionato dell’Unione Europea. Il regolamento militare non ammette deroghe e quindi il meglio dell’Italia era automaticamente esclusa dagli assoluti. Ci chiediamo come possano avvenire queste cose, visto che il torneo dell’UE era programmato con almeno un anno di anticipo. Ogni commento è inutile. C’è poi la questione inerente Clemente Russo, doppio oro mondiale  doppio argento olimpico, giunto a 36 anni e ancora deciso a tentare la quinta presenza ai Giochi.

L’esperimento di passare nei +91 al torneo UE in Spagna, è andato nel peggiore dei modi: eliminato all’esordio da un modesto pugile spagnolo. La scelta di Russo, nasce dal passaggio di Guido Vianello, che era la carta importante per Tokyo, vista l’età (25 anni) giusta per far bene. Per la verità, il gigante romano tra il 2017 e la stagione in corso non aveva certo brillato. Il passaggio al professionismo di Vianello apre le porte all’altro romano Carbotti, mandando la concorrenza. Non conosciamo le strategie federali, in vista dei Giochi. Certo tra il poco materiale a disposizione, potrebbe anche darsi che Simone Fiori, veterano di 29 anni, primo titolo vinto nel 2009 tra i mediomassimi, fermo per alcune stagioni a riflettere sulle occasioni fallite per la qualificazione a Londra 2012, il ritorno sul ring nel 2015 vincendo tre edizioni consecutive, abbia la tentazione di provare a scendere nei mediomassimi, dove Manfredonia, tormentato da infortuni vari, sembra stenti a ritrovare la condizione utile in proiezione Tokyo 2020. Dal risultato  di Pescara dipenderà la scelta definitiva di Fiori. Come quella di Clemente Russo. Nelle categorie più leggere, al momento i vari Di Serio, Maietta, Di Lernia e Arecchio, non sembrano temere gli assalti delle new entry, del tipo Eryilmaz, Spada, Imparato e Scarda, Malanga o  Buremi, ancora teneri per il salto.                                     

Il settore femminile si presenta a questi assoluti con tutto il meglio. Tutte e dieci le campionesse uscenti sono pronte all’esame di Pescara. Con diverse varianti, ovvero cambi di categoria. La piacentina Bonatti (48) punta al terzo alloro e sulla carta sarà la romana Silva la rivale più ostica. Ma l’altra più giovane laziale Mery Di Bari, potrebbe rivelarsi la guastafeste. Nei 51 kg. Roberta Mostarda resta la favorita per il tris, anche se la campana Giovanna Marchese del 2000, se avrà svolto una preparazione adeguata, potrebbe far saltare il banco. Sempre che la veterana Grubissich (30 anni) vincitrice del Guanto d’Oro,  non faccia l’improbabile sorpresa. La piemontese De Laurenti, bronzo europeo in carica, deludente ai mondiali di New Delhi, potrebbe trovare nella esordiente veneta Tessari, europea youth 2018, un ostacolo imprevisto.

La Cordio e la Lamagna puntano al podio. Alessia Mesiano ha ancora il dente avvelenato per l’esito dei mondiali indiani, finiti prima del podio, per circostanze sfortunate e punta decisa al bis tricolore. Due le avversarie più accreditate, la carabiniera romana Sorrentino esordiente nelle elite e Concetta Marchese, entrambe giovanissime ma ambiziose. Oltre alla campana di Perugino, Charaabi che si attende alla riprova. Nei 60 kg. il pronostico è tutto per Irma Testa, 21 anni il 28 dicembre, da due stagioni titolare, non dovrebbe trovare ostacoli, anche se la Martusciello,  campione 2017 nei 64 kg. scesa di categoria, conosce bene la coetanea Testa e la pavese Rebecca Nicoli, 19 anni, esordiente agli assoluti, possono risultare mine vaganti, pronte ad esplodere. Più o meno lo stesso discorso vale nei 64 kg. dove mancando la Martusciello, a contendersi il titolo si presentano la bolognese Valentina Alberti, titolare nel 2016, assente lo scorso anno, la Donniacuo, che vinse il titolo nel 2015 nei 69 kg. e uscì al primo turno a Gorizia, proverà un bis molto difficile. Non solo, a sorpresa, figura iscritta la siciliana Monica Floridia, titolare 2017 nei 69 kg. e l’anno prima a Bergamo tricolore nei 75 kg. 

Ma non basta, da non sottovalutare la campana Amato, che vinse il titolo nel 2014 nei 69 kg. titolare ai mondiali, 29 anni e tanto vigore atletico. Dalla Lombardia, ci assicurano che la pavese Bustamante ha fatto notevoli progressi e si presenta con ambizioni. Decisamente una categoria con molte pretendenti.  Nei 69 la Carini, reduce dai mondiali, dove ha fatto bella figura, non sembra vere rivali per il titolo. Anche l’altra campana Assunta Canfora, allieva del maestro Rosario Colucci della Leone Fazio di Napoli, dopo vari tentativi andati a vuoto, spera che nei 75 kg. possa coronare l’inseguimento. Ma attenzione l’emergente Carlotta Paoletti, 21 anni freschi e la veterana Cristina Mazzotta 30 anni compiuti tenteranno di sbarrarle la strada. Due espertissime: La Barbera e la Ghilardi, pur divise da età diversa, negli 81 kg., mentre per la prima volta ci sarà la campionessa nei +81, con la Severin strafavorita, per centrare il poker.  Vedremo quante conferme e quante sorprese. In un tricolore che a livello di previsioni è sicuramente più stuzzicante dei maschi.    


Articolo a cura di Orlando Giuliano