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Atlante dei sentieri di campagna

Pubblicato il 19 gennaio 2026 alle 22:30
Categoria: Libri di Sport
Autore: Redazioneds Datasport

Una regione meravigliosa, per scoprire tesori paesaggistici e culturali. Laghi, montagne, colline, pianure e fiumi dall’Adda alla Lomellina, dalla Franciacorta alla gardesana.  Albano Marcarini – Atlante dei sentieri di campagna. Lombardia a piedi e in bici – Ediciclo editore - Pag. 156 – Euro 19,90.

di Giuliano Orlando

Avendo letto molti dei lavori di Albano Marcarini, da buon ligure anche se residente dagli anni ’80 a Milano, ricordo “I sentieri delle Cinque Terre”, un gioiello con cinque sfaccettature, “Corsica nascosta” con Tullio Bagnati e “Alti passi grandi salite”, non avevo dubbi sulla qualità dell’ultima pubblicazione ancora con Ediciclo editore. Una lettura che informa in maniera quasi maniacale. Cosa offre questo “Atlante dei sentieri di campagna in Lombardia”? Lo spiega bene nell’introduzione, dove riprende quanto Charles Boudelaire scrisse nel libro Le Spleen de Paris e nello specifico nel poema L'Étranger: “La campagna è quello strano posto dove le galline viaggiano crude”, di una realtà pazzesca, tanto fotografa l’oggi. Che fa riflettere drammaticamente. L’autore conduce il lettore in una Lombardia a tutto campo, dalla pianura ai fiumi, dalle colline ai laghi e in montagna. Spaziando in 101 riferimenti, ciascuno dei quali illustrato con foto, entrando nei particolari storici, artistici e ambientali. Non casualmente il libro si chiama Atlante dei sentieri di campagna, specificando la possibilità di visitarli sia a piedi che in bici. In pianura inizia da Moribondo zona di Abbiategrasso, equidistante tra Milano e Novara (35 km.) e interseca il territorio col Ticinello e il Naviglio Grande, raccontando una storia che prende corpo dal 1100, con l’arrivo dei monaci provenienti da Moribond in Francia, che di fatto hanno dato vita a livello operativo e religioso alla zona. L’abbazia di Santa Maria è il punto esclamativo di Moribondo, testimone della crescita della località.  Le marcite della Bassa Milanese, zona Binasco, si presta ad una camminata circolare, tra cascine, ristoranti, fontanili, vendite dei prodotti agricoli e logicamente alle marciti, col castello che domina. Il Parco della Vernavola nella bassa pavese, territorio dove nel 1525 ebbe luogo la battaglia tra Carlo V e l’armata di Francesco I, re di Francia. Una camminata da Cascina Torretta (Pavia) a Mirabello lungo 34 km, col premio di trovare buone trattorie. Sempre nel pavese, nella Lomellina, ricca di torrentelli e pianura a perdita d’occhio e qualche risaia. Salvo i dossi, rilievi sabbiosi dovuti ai depositi fluviali. Ottime   trattorie e ristoranti, opportunità nella stagione di trovare tartufi. Da Frascaloro, paesino nel sud della Lomellina, con le casette rustiche dominate dal castello che svetta dal 1404, parte un percorso con vaste zone a risaia, che sfiora il Po lungo la riserva naturale del Boscone, risale fino all’Abbazia di Acqualunga e torna a Frascarolo dopo 18 km. di sana camminata o pedalata. Non poteva mancare La Via dei Santuari e dei pellegrini, che parte da quello di Caravaggio e termina a quello di Croce a Crema. Anche in questo caso un percorso dove la storia vendemmia. Il Santuario di Caravaggio nasce nel 1575 ad opera di Carlo Borromeo, dove nel 1432 apparve ad un contadino la Madonna e si eresse una cappella. La prima di un percorso dove i Santuari sono i protagonisti. Notevole quello di Santa Maria della Croce a Crema.  L’Atlante fornisce percorsi lungo i fiumi, con sette itinerari dal Bosco del Gaggio a Lungo il Ticino, l’Adda di Leonardo fino alla foce del fiume e anche a quello del Secchia. La zona collinare entra nella Valle dei Mulini, La brughiera del Terro, Inverigo terra di cipressi, il Monte Canto e il sentiero Pedemontano del Monte Orfano. Le bollicine in Franciacorta, la collina di San Colombano e un viaggio nell’Oltrepò “accompagnati” da Dante Alighieri. I laghi, da Montisola, che assicura il gioco delle scatole cinesi, con una storia ricca di leggende, streghe messe al rogo e lupi che furono i primi abitanti. In Valcamonica l’antica Via Valeriana, recentemente rispolverata e resa attuale. Le limonaie del Garda, i laghi di Virgilio nel Mantovano, la grande riserva delle Valli del Mincio. Infine la montagna, con la visita dal versante italiano del monte Generoso nel nome e nei fatti. Pascoli, alpeggi, boschi e sentieri che invitano al cammino. Entusiasmante la scoperta del Parco della Val Senagra un angolo del Comasco, dove ancora non esistono strade. Arrivando a Menaggio che si affaccia al centro del lago, con la frazione di Lovedo, dove scopri artistiche fontane e la bella Villa Mylius, centro culturale italo-tedesco. Visti i prezzi al dettaglio, trovare il posto delle castagne, l’albero arrivato dall’Asia migliaia di anni addietro, è sempre stimolante. Da Albino nella bergamasca, alla Valle del Lujo all’Abbazia benedettina di Vallalta, tra castagneti e un territorio dove i funghi porcini spuntano tra il fogliame. L’ultimo percorso gira attorno al monte Podona (1227 m.)  Si parte da Lonno frazione di Nembro in Val Seriana, verso il Selvino. La Via dei Mercanti, che nella sua interezza arriva a 80 km.  che univa Bergamo e la Val Serian con la Val Brembana e altri valichi orobici. Un tempo trade di pietra percorsi dai muli. I vettori di quell’epoca. Oggi un godimento da non perdere. Il mio voto e altissimo. Da leggere senza perdere una virgola. Dopo la quale si è sicuramente più ricchi.

Giuliano Orlando