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Alex Zanardi, la forza gentile che ha lasciato il segno

Pubblicato il 2 maggio 2026 alle 13:05
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Wilma Gagliardi

 

 

Alex Zanardi, la forza gentile che ha lasciato il segno

 

Ci sono persone che impressionano per quello che fanno. E poi ci sono quelle, rarissime, che ti restano dentro per come sono.

Alex Zanardi era entrambe le cose.

L’ho più volte incontrato a Corvara, in Alta Badia, in occasione della Maratona dles Dolomites alla quale ha partecipato in diverse edizioni, in mezzo a centinaia di ciclisti, alla fatica vera, quella che si sente nelle gambe e nel respiro.

Lui riusciva a fare qualcosa di semplice e straordinario insieme: essere presente.

E soprattutto, una cosa che mi colpiva più di tutto: si ricordava. A distanza di un anno, tra una gara e l’altra, ti salutava per nome. Un dettaglio, forse. Ma dentro quel dettaglio c’era tutto: attenzione, rispetto, umanità.

Non servivano grandi discorsi.Poche parole, sempre gentili. Sempre misurate. 

Eppure, dietro quella naturalezza, c’era una forza che non aveva bisogno di essere raccontata. Si vedeva.

Nel modo in cui affrontava la gara. Nel modo in cui stava lì, tra gli altri, senza mai mettersi sopra, ma senza mai essere uno qualsiasi. Offrendosi agli altri con un sorriso, per un selfie, per una battuta.

Nell’immagine del suo arrivo c’è esattamente questo: la fatica addosso, il corpo segnato dallo sforzo… e quel sorriso pieno, sincero, che non nasconde nulla ma trasforma tutto.

È lì che capisci davvero chi era. Non solo un atleta straordinario. Ma una persona capace di tenere insieme due cose che raramente convivono: la forza e la gentilezza.

Una forza che non schiaccia, ma solleva. Una gentilezza che non è debolezza, ma scelta.

E oggi, ripensando a quelle poche parole scambiate, a quei momenti semplici, resta proprio questo.

La sensazione di aver incontrato qualcuno che, anche senza volerlo, lasciava qualcosa.

Alla fine non resta quello che vinci.  Resta quello che sei. E lui… era enorme.

Non mi ricorderò il suo tempo.
Ma non dimenticherò mai che si ricordava il mio nome.

E forse è proprio lì che si misura la grandezza di un uomo.

Grazie Alex. Per la tua forza.Per averci ricordato che si può essere grandi… senza mai smettere di essere umani.

Per aver dato tanto allo sport e non solo 

 

Wilma Gagliardi