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La più bella dei mortali. Nelle terre di Agrigento e della sua mitica costa
Stupendo viaggio nella terra di Pirandello, Sciascia e Camilleri. Dalla Costa del Mito ai Monti Sicani, dagli approdi balneari alle oasi naturalistiche. – Luca Bergamin – La più bella dei mortali. Nelle terre di Agrigento e della sua mitica costa – Ediciclo editore - Pag. 248 – Euro 18.00.
di Giuliano Orlando
Un viaggio nella magia di un territorio quale la costiera agrigentina, la cui storia si perde in un passato remoto talmente lontano da essere senza tempo. Ieri, oggi e domani. La terra di Pirandello, Sciascia, Camilleri, Collura e Malatesta, che hanno eternato con i loro racconti infiniti fotogrammi palpitanti da far innamorare chiunque abbia letto una sola delle loro storie, trasudanti immagini forti e sempre attuali. Luca Bergamini, a cui si deve questo bellissimo libro, si confessa inguaribilmente innamorato di quella che chiama Agrigentitudine, al punto che simile sentimento ha sentito il dovere di farlo conoscere al pubblico. Da viaggiatore curioso ha percorso ogni scorcio di una civiltà che mantiene ancora molte caratteristiche del tempo antico, dove la manualità era arte e mestieri. Il paesaggio ha mantenuto la soavità e le immagini degli antenati, lasciando alla metamorfosi naturale, il ruolo di ingegnere. L’autore compie un pellegrinaggio nel quale tramuta il passato in presente. Arrivando da Agrigento scorge Lipari, col suo settecentesco Castel Sant’Angelo e il faro che si inerpica verso il cielo dalla banchina del porto, dove i pescatori rammendano le reti. Due flash immediati, di una città che convive con epoche antiche e la realtà quotidiana. La coltivazione degli ortaggi, la scoperta nella ragnatela di vicoletti, palazzi nobiliari e chiese in un susseguirsi di stili comunque armonici. Su tutte quella di Sant’Angelo dove spicca l’urna argentea con le reliquie del santo patrono della città. Ma pure le colorate e invitanti gelateria, dove la “Dolce Vita” è nota per i gusti di pistacchio e mandorle. Licata è il preambolo di una camminata lungo la costiera agrigentina, che Pindaro definì a giusta ragione, la più bella del mondo. Da Licata a Palma di Montichiaro per incontrare accanto ai centenari Ficus beniamina, la statua dell’autore de “Il Gattopardo”,Giuseppe Tomasi di Lampedusa il cui antenato Giulio fondò Palma di Montichiaro. A Naro trova il sindaco cicerone Melchiorre Milco Dalacchi, colto e amante della storia, appassionato delle vicende dinastiche e non solo, insegnante per 25 anni alle scuole medie di Palermo, storia dell’arte. Il golfo di Agrigento si esaurisce sul promontorio di Punta Bianca dove trovi San Leone, cittadina balneare, già zona militare che sembra una piuma bianca attaccata alla rupe. Il sindaco Claudio Lombardo racconta un episodio inedito ed emblematico. Un giorno arriva Belen Rodriguez, folgorata dalla bellezza del luogo, informata del rischio che corre San Leone, le cui esercitazioni militari stanno distruggendo le strade d’accesso e bloccando di fatto la fruizione turistica. L’attrice denuncia il pericolo che arriva fino all’allora presidente della regione Nello Musumeci che si impegnò a trasformare la zona in Riserva protetta. Date le lungaggini croniche della nostra burocrazia, l’iter è ancora in corso, ma di fatto non si spara più. E si può raggiungere lo sperone di roccia sporgente sul mare, senza rischiare di essere impallinati. Ogni frazione ha la sua storia; Aragona, Racalmuto, Favara, Pirandello dove nacque lo scrittore, i pescatori di Porto Empedocle, Montallegro, Bova Marina, gli aranceti di Ribera nella Valle degli Esperidi. A Burgio scopri le mummie che penzolano nel Convento dei Cappuccini, ma anche un murales che rappresenta Camilleri. Sant’Angelo Muxaro è il luogo dove il misterioso popolo sicano ha lasciato tracce indelebili, mentre a San Biagio Platani può capitare di trovare tutto il paese raccolto a preparare gli Archi di Pasqua, capolavori delle varie confraternite che vedranno la luce la sera della vigilia pasquale con l’apparizione dello sciamano, esperto botanico a disposizione di tutti. Vuoi vedere eserciti di lumache? Approdi a Sambuca e sarai soddisfatto. A Sciacca il corallo è la seconda pelle degli abitanti, abili a trasformarlo in opere d’arte. La Valle dei Templi è il punto esclamativo di una costiera mitica e ineguagliabile. Giusto dare al lettore il privilegio di conoscerla direttamente tramite le sensazioni assicurate dall’autore.
Giuliano Orlando