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Il Cammino di San Bartolomeo a piedi. Sa Fiumalbo a Pistoia in 5 tappe

Pubblicato il 5 gennaio 2026 alle 00:01
Categoria: Libri di Sport
Autore: Wilma Gagliardi

 Il Cammino di San Bartolomeo a piedi.

Sa Fiumalbo a Pistoia in 5 tappe

Un percorso dove il silenzio è sovrano tra Emilia e Toscana. All’ombra del bosco, unendo i luoghi dedicati al santo – Andrea Cuminatto – Il Cammino di San Bartolomeo a piedi. Sa Fiumalbo a Pistoia in 5 tappe Ediciclo editore - Pag. 208 – Euro 14.00.

di Giuliano Orlando

Chi ha scritto questa preziosa guida, ha alle spalle esperienze importanti e corpose su viaggi ad ampio respiro, sul tipo del percorso che compie la Transiberiana, treno dei sogni ma anche di una realtà spesso diversa e meno poetica, che attraversa non solo due continenti, spingendosi verso l’Oriente per secoli misterioso, ma unendo un contesto lungo secoli in un ampio presente storico. Il Cammino di San Bartolomeo a piedi è il frutto di una vocazione istintiva nata fin da bambino da parte dell’autore, fiorentino di nascita e pistoiese di cuore. Bartolomeo era uno dei dodici apostoli che dopo la morte di Gesù andò a predicare in Asia Minore e nel Caucaso. Dove trovò il martirio. La tradizione lo indica patrono dei mestieri che usano lame e coltelli. Ma anche protettore dei bambini. Ogni anno nel pistoiese il 24 agosto i bambini ricevono la benedizione, in particolare a Fiumalbo e Cutigliano che lo considerano il loro patrono. Pistoia viene definita la piccola Santiago italiana. La chiesa romanica di San Bartolomeo in Pantano di epoca longobarda, sorge nel centro storico della città. Si deve a loro nell’alto Medioevo la diffusione del culto verso il Santo. Fu il principe longobardo Sicardo a recuperare le reliquie del santo a Lipari, dove erano giunte secoli prima dal Caucaso. Nell’838 le fece portare a Benevento dove si trovano tutt’ora. La sera del 23 agosto il paese di Fiumalbo viene illuminato da fiaccole e candele lungo le vie del borgo medioevale e sulle barche lungo il fiume. Pistoia è conosciuta anche per essere importante crocevia dei pellegrini che si spostavano verso Roma, utilizzando la Via Francigena o per Santiago de Compostela. L’idea di questo itinerario percorribile in cinque tappe si è sviluppata dal 2015, col Gruppo Studi Alta di Lima di Cutigliano. Coinvolgendo associazioni e volontari delle vicine comunità. Tre anni dopo, il cammino ha aperto verso la Lucchesia e nel 2019, l’autore decide di percorrerlo nella sua interezza.  Col preciso scopo di restituire al percorso le ricchezze storiche, culturali e paesaggistiche, a lungo ignorate. Non solo, ha voluto dire grazie ai tanti volontari che si prendono cura del cammino, compito non semplice, richiedendo molteplici e importanti interventi. Nel libro di minuscole proporzioni, facile da portare, vengono riportati i consigli utili affinché il cammino sia il più agevole possibile. Prima tappa: Fiumalbo-Cutigliano, km. 20,3, 7 ore di percorso. Discretamente impegnativo. Fiumalbo, inserito tra i borghi più belli d’Italia, merita una visita completa, poi si arriva all’Abetone il centro sciistico più importante della Toscana, con le storiche Piramidi e dove, qualche secolo addietro Annibale con i propri elefanti, scese verso Roma. Tra boschi di abeti bianchi e rossi si giunge a La Secchia e poi a Rivoreto, sede del Museo della gente dell’Appennino Pistoiese. Lungo il sentiero degli Albinelli, il suggestivo ponte, per giungere alla prima meta di Cutigliano. Dove troneggia il Palazzo del Comune, un tempo Palazzo dei Capitani, con la facciata adornata dagli stemmi araldici. La chiesa di San Bartolomeo, la cui prima costruzione era precedente all’anno mille. Seconda tappa: Cutigliano-Piteglio, km. 15 impegnativi. Salite e discese a volontà. A Mulino di Podilago si incrociano numerose macine in pietra, testimonianze degli antichi mulini, che producevano la farina di castagne. Frutto presente nei piatti delle trattorie locali. Dopo una lunga faggeta si giunge a Torri di Popiglio dove svettano due grandi torri in pietra. Ormai si è prossimi alla fine della seconda camminata. Piteglio accoglie i visitatori con un grande macigno di arenaria che rappresenta la più antica testimonianza storica del paese. La terza tappa porta a Pontepetri dopo poco meno di 20 km. Lungo il percorso, tra borghi e boschi, non mancano chiese, il castello di Migliorini e la sorgente del fiume Reno. Quindi a Le Piastre, dove Giancarlo Corsini lanciò il primo Campionato italiano della bugia. Più avanti una costruzione circolare col tetto a punta, la ghiacciaia della Madonnina. Pontepetri è vicina. Giunti al borgo è d’obbligo visitare il Museo del ferro e il giardino dell’energia rinnovabile. Oltre alla chiesa dei Santi Maria e Isidoro. La quarta tappa ci porta a Spedaletto, dopo 9 km. valutando la distanza in tre ore di cammino.  Passando da Piastrella dove si incrociano la Romea Strata e la Romea Germanica Imperiale.  Affrontando dopo 3 km. il passo della Collina. A Spedaletto l’ennesima chiesa dedicata a S. Bartolomeo. La quinta camminata conduce a Pistoia ove termina la camminata, dopo 22 km.  Attraversando Badia a Taona, tra i faggi.  A Baggio trovi il Museo del carbonaio, attività che rese fiorente tutta la zona. Pistoia si apre e offre ricchezze storiche e culturali, ma anche le comodità di una piccola metropoli. A completamento le informazioni per utilizzare tappe alternative non meno interessanti. I miei complimenti ad Andrea Cuminatto, che in un contesto limitato, ha reso viva e palpitante la scoperta di un territorio stupendo e a torto ignorato.                                                                                                                                                       

 Giuliano Orlando