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"Per il Palermo giocare la finale di Coppa Italia è come vincere lo scudetto. Contro l'Inter pronostico scontato? Sì, con la nostra vittoria". Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini non bada alla scaramanzia e, ai microfoni di Radio Anch'io Lo Sport su Radiouno, sfida apertamente i nerazzurri in vista della finale di Coppa Italia del 29 maggio all'Olimpico di Roma. Per il patron rosanero è il momento di tracciare il bilancio di una stagione che potrebbe finire in modo trionfale: "L'esperienza di una squadra conta moltissimo, noi dobbiamo ancora farci quella cultura per raggiungere traguardi di un certo prestigio. Quest'anno abbiamo avuto una squadra molto buona, l'abbiamo dimostrato contro le grandi. Ma l'anno prossimo non possiamo subire 60 gol come è successo quest'anno".
Resta in bilico la permanenza di Delio Rossi in panchina: “A fine campionato ci incontreremo – dice Zamparini -. Da una parte ho delle perplessità sui tanti gol che ha preso la squadra, lui avrà delle richieste da farmi. Non sarà semplice l'aspetto economico, vedremo. Ma do la mia parola che non so come andrà a finire. Non ci ho parlato prima perché non voglio disturbare la vigilia della finale di Coppa Italia. La stagione comunque è stata buona, al di là dei 23 errori arbitrali che ci hanno tolto almeno dieci punti. Ho pronta una videocassetta su questo”.
Una battuta, infine, sulla spaccatura in Lega tra grandi e piccole squadre sulla spartizione delle risorse: “La meritocrazia deve essere premiata e deve essere salvaguardata la sopravvivenza delle piccole – conclude Zamparini -. Se il Palermo vincesse lo scudetto, non prenderebbe un euro in più e questo non è giusto. Non è una rivolta dei peones, si tratta solo di riequilibrare quello che le grandi squadre hanno squilibrato negli ultimi anni. Dare le risorse tutte a uno solo non è giusto. Bisogna ragionare senza voracità”.