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La maggior parte degli automobilisti frena, sterza e poi accelera come se fossero tre azioni separate. Funziona nella guida tranquilla, ma appena aumentano ritmo, peso dell’auto e velocità di percorrenza, compaiono correzioni al volante, traiettorie “sporcate” e la classica sensazione di non avere pieno controllo. Qui entra in gioco una tecnica spesso citata nei paddock e nei corsi avanzati: il trail braking, cioè una frenata modulata che accompagna l’ingresso in curva e aiuta l’auto a girare meglio. Non è magia e non è una scusa per correre su strada: è un modo più preciso di gestire il carico, da studiare e provare solo in contesti sicuri.
Con trail braking si intende il rilascio progressivo del freno mentre l’auto inizia a ruotare verso la curva. In pratica, la frenata non termina di colpo prima di sterzare: si mantiene una pressione leggera e controllata, che diminuisce man mano che si avvicina il punto di inserimento e poi il punto di corda.
Il vantaggio principale è il trasferimento di carico sull’avantreno: più carico davanti significa più grip sulle gomme anteriori, quindi una risposta più pronta allo sterzo. Se fatto bene, si riduce il sottosterzo (l’auto che “va dritta”) e si ottiene una traiettoria più pulita. Se fatto male, invece, si può destabilizzare il posteriore e innescare sovrasterzo: ecco perché la tecnica va trattata con rispetto e gradualità.
Prima di pensare al trail braking, serve mettere ordine nelle basi. Ci sono alcuni elementi che fanno la differenza e che spesso vengono trascurati:
Posizione di guida corretta: sedile e volante regolati per avere braccia e gambe in controllo, senza tensioni.
Sguardo avanti: occhi verso uscita curva e punti di riferimento, non sul muso dell’auto.
Frenata lineare: imparare a frenare forte e dritto, senza “pompaggi” e senza movimenti di sterzo.
Sterzo pulito: inserimento progressivo, evitando correzioni continue che scaldano le gomme e confondono l’assetto.
Contesto sicuro: pista, piazzale dedicato o corso con istruttori, mai traffico o strade aperte.
Con queste fondamenta, la tecnica diventa un’evoluzione naturale, non un azzardo.
Per capire il gesto, conviene ragionare per fasi e usare sempre gli stessi riferimenti. Ecco una sequenza semplice da cui partire, da eseguire a velocità moderata in ambiente controllato:
Staccata dritta: frena deciso in rettilineo, stabilizza la macchina e prepara l’ingresso.
Inizio inserimento: mentre inizi a sterzare, alleggerisci il freno ma non lo mollare di colpo.
Rilascio progressivo: più aumenti l’angolo di sterzo, più la pressione sul freno deve scendere in modo fluido.
Verso il punto di corda: arriva con freno quasi nullo, auto “appoggiata” e front-end comunicativo.
Transizione al gas: appena l’auto è orientata, entra con acceleratore graduale, senza strappi.
L’obiettivo non è frenare dentro la curva a lungo, ma gestire la transizione freno-sterzo in modo controllato.
L’errore più comune è tenere troppo freno con tanto sterzo: l’auto si scompone e il posteriore diventa nervoso. Il secondo è il contrario, cioè staccare il freno troppo presto: l’avantreno si alleggerisce, arriva sottosterzo e si finisce larghi.
Attenzione anche alla fretta: se si entra in curva più forte del proprio livello tecnico, il trail braking diventa solo un tentativo di “salvare” l’errore. La tecnica, invece, funziona al meglio come rifinitura di una guida già ordinata: frenata, punti di riferimento, traiettoria, progressione.
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Per migliorare davvero servono ripetizioni, feedback e un ambiente che perdoni gli errori. Una giornata in pista con briefing, oppure un corso di guida avanzata, permettono di lavorare su riferimenti costanti, asfalto uniforme e spazi di sicurezza. Anche una sessione con istruttore, con analisi di linee e tempi di rilascio, accelera l’apprendimento più di cento prove “a sentimento”.
Se l’obiettivo è costruire una tecnica completa, conviene affiancare il trail braking ai principi generali di controllo e pulizia di guida: impostazione, sguardo, traiettorie e gestione dei comandi. Per un quadro più ampio e per chiarire bene cosa rientra in una pratica corretta, puoi approfondire anche la guida sportiva, così da collegare la tecnica a un approccio più consapevole e sicuro.