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La resa dei conti. Quelli che non tornano e che turbano i sonni di Erik Thohir. Quelli che hanno trasformato i sogni di gloria in incubi impensabili appena due anni e mezzo fa, quando il magnate indonesiano prese il posto di Massimo Moratti alla guida dei nerazzurri. Grandi progetti e sogni di gloria riposti nel più lontano dei cassetti: adesso c’è da pensare a come restituire a Goldman Sachs un prestito da 230 milioni che scade nel 2019. Tre le strade possibili: trovare nuovi partner commerciali, aprire a uno o più soci di minoranza o, in ultimo, vendere il pacchetto di maggioranza della società.
Un’ipotesi, quest’ultima, che Thohir ha da sempre negato, non ultimo attraverso un comunicato ufficiale della società nerazzurra: "F.C. Internazionale nega categoricamente che il presidente e azionista di maggioranza Erick Thohir stia prendendo in considerazione l'ipotesi di cedere il suo 70% di quote del club o parte di esso che invece conferma l’interesse alle aperture verso nuovi sponsor o soci minoritari". Di fatto, però, il tycoon indonesiano non può più permettersi di scartare a priori l’idea: i ricavi commerciali non sono decollati, gli investimenti fatti sul mercato hanno appesantito i bilanci e con il rischio di non raggiungere il terzo posto, utile per rimpinguare le casse di Corso Vittorio Emanuele con gli introiti Champions, i conti in casa Inter sono sempre più in rosso.
Comunicazione ufficiale di F.C. Internazionale https://t.co/wldMX8UBpl #FCIM
— F.C. Internazionale (@Inter) 25 febbraio 2016
Le premesse, in vista del cda di oggi, non sono affatto rosee: pesano i 230 milioni di euro di prestito forniti dalla Goldman Sachs che devono essere restituiti in rate da 1 milione di euro all'anno fino alla maxi rata finale da 184 milioni prevista per il 2019. Nell'esercizio di bilancio 2014-2015 il club ha registrato una perdita consolidata di 140 milioni di euro e quest'anno, per accordi presi con la Uefa, la differenza tra costi e ricavi dovrà essere al massimo di 30 milioni di euro.
Da qui, l’ampio mandato alla Goldman Sachs per la ricerca di nuovi soci in Asia: "Come parte della strategia a medio-lungo termine - si legge anche nel comunicato dell'Inter -, il club ha chiesto a Goldman Sachs di vagliare la possibilità di identificare potenziali futuri partner commerciali in Asia. Questa è una cosa logica alla luce della enorme crescita di investimenti nello sport e nel calcio in particolare, in Asia e specificatamente in Cina". E al momento, pare ci sia un interessamento di ChemChina, il colosso cinese da 40 miliardi di fatturato azionista di maggioranza di Pirelli, sponsor sulla maglia dell’Inter che ha appena rinnovato con i nerazzurri (tra l’altro Goldman Sachs è stato advisor di Pirelli nella trattativa con ChemChina).
Ad ogni modo la situazione resta incerta e anche il rapporto tra Thohir e Moratti, nonostante le dichiarazioni d’ordinanza, non sarebbe più idilliaco, con l'ex presidente tornato a riprendersi la scena in occasione di Inter-Sampdoria quando si è presentato allo stadio insieme a José Mourinho. Una presenza ingombrante, quella dell’allenatore più amato dal popolo nerazzurro, che Thohir ha dovuto gestire a fronte di un Mancini infastidito e non più così sicuro di rimanere alla guida dell’Inter (l’idea Nazionale per il dopo Conte affascina l’ex City e Galatasaray).
In ultimo, poi, il capitolo stadio: dopo il cda di oggi, Thohir incontrerà a Casa Milan l'ad rossonero Barbara Berlusconi per discutere dell'ammodernamento di San Siro. Sarà il primo faccia a faccia tra le due società sul futuro dello stadio dopo mesi di impasse, ma con quei conti a cui pensare il patron dell’Inter potrebbe avere la testa altrove.