Spalletti: "Bene col Tottenham, Roma tosta. Critiche papà Lautaro? Danneggia l'Inter e il figlio"

2018-12-01 12:45:00
Spalletti:
Pubblicato il 1 dicembre 2018 alle 12:45:00
Categoria: Serie A
Autore: Matteo Pifferi

Intervenuto in conferenza stampa prima del match contro la Roma, il tecnico dell'Inter Luciano Spalletti ha illustrato così quella che sarà una sfida importante per entrambe le compagini: "Una partita difficilissima, sono una squadra forte ed hanno ambizioni importanti spinte dagli ultimi risultati. Anche la Roma come tante squadre in Serie A ha un modo di fare ben preciso. Quando giocano le partite vogliono venire a farlo nella tua metà campo, riconquistando più alto possibile. Trattasi di una costruzione di gioco fatta dal basso, ormai il calcio si è evoluto ed è migliorato. Ci sono delle caratteristiche e delle motivazioni sul perché è successo questo, e la Roma sta dentro quelle squadre forti che giocano sempre allo stesso modo".

Spalletti ha poi parlato anche del possibile turnover: "E' una valutazione che va fatta. Dopo ogni partita c’è qualcuno più affaticato di altri, quindi bisogna tenere conto di tutto, soprattutto che ci sono calciatori riposati fuori che possono dare il loro contributo. C’è voglia di fare qualcosa di importantissimo. L’essenziale è giocarle nella maniera giusta queste aprtite, entrando con i criteri che ricerchiamo sempre in allenamento e che vogliamo mettere in pratica durante le gare per tentare di andare a vincerne il più possibile".

Inevitabile la domanda su Perisic che ha esternato la volontà, in futuro, di giocare in Liga o Premier: "Sono dichiarazioni normali. Siamo in un calcio in evoluzione, io mi fido soprattutto quando parlo direttamente coi calciatori ma in questo caso non ne ho nemmeno bisogno. Ha detto cose normali, che si possono dire. Per il suo modo di stare insieme a noi secondo me nell’Inter ci sta volentieri, è contento di farne parte e della partecipazione emotiva che c’è dietro la squadra".

Più duro, invece, contro il padre di Lautaro Martinez, critico nei confronti di Spalletti per lo scarso utilizzo del figlio: "Naturalmente quando delle dichiarazioni rese pubbliche sono vere vanno prese in esame ed analizzate parlando soprattutto con la famiglia, di cui conosco solo Lautaro. Parlo solo con lui, e quello che è importante in queste cose è che lui si renda conto che suo papà attacca l’Inter più che me, e crea dei problemi a Lautaro stesso perché ne danneggia la sua immagine ed il suo rapporto coi compagni. Poi la valutazione da fare è che per diventare un top player devi saper gestire te stesso ma anche quelli che ti stanno intorno, perché se poi ti creano dei problemi è giusto che tu ti faccia sentire. Inoltre i grandi club a livello europeo spesso stanno attenti a non avere situazioni imbarazzanti come queste da gestire. Il ragazzo non è un bambino, è un uomo, forte veramente fuori e dentro il campo. Non ha bisogno della difesa di nessuno. Io poi è qualche anno che faccio questo lavoro e sono abituato, non do neanche peso a queste cose".

Commento finale anche sulla gara contro il Tottenham: “Abbiamo riguardato la partita, ci siamo già rientrati dentro con la squadra però non tantissimo perché il tempo è breve ed è meglio rituffarsi subito nella realtà più vicina che è Roma-Inter. Per quanto mi riguarda la squadra ha giocato bene, è rimasta in partita fino all’ultimo ed abbiamo preso gol quando stavamo esprimendo forse il blocco squadra migliore dentro la gara, creandoci opportunità importanti. Poi è chiaro che se si ha a che fare con dei campioni come ha il Tottenham possono creare la sterzata in qualsiasi momento. La squadra ha giocato forse meglio nel match di ritorno che in quello d’andata".

E c'è anche il commento su Nainggolan: "Ha avuto questo infortunio durante il ritiro e quando si salta la preparazione vengono a crearsi delle complicazioni nel lavoro da sviluppare. Poi ha avuto un paio di fastidi che assomigliano a ricadute o a problemi avuti in base alla gestione del precedente, può succedere. Bisogna magari trattarla con più tranquillità, prendendosi tempistiche più comode per potergli rimettere a posto i problemini che ha. Il calciatore a livello di potenzialità e testa è sempre lo stesso. È dispiaciuto perché sa che non ha dato il suo contributo e vorrebbe metterlo a disposizione dei nuovi compagni".

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