Serie B: più ombre che luci, le difficoltà del Cosenza

2018-09-16 23:24:54
Serie B: più ombre che luci, le difficoltà del Cosenza
Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 23:24:54
Categoria: Serie B
Autore: Redazione Datasport

Crolla per la seconda volta in tre partite (Cosenza-Hellas persa 0-3 a tavolino per impraticabilità del San Vito-Marulla, così ha deciso il TFN) il Cosenza di mister Braglia che perde due a zero contro il Cittadella al “Tombolato” per merito della doppietta, su rigore, di Iori (67’, 82’).

 

Come ad Ascoli, il pareggio dei bianconeri è giunto oltre il novantesimo grazie ad una buona dose di fortuna, anche in Veneto i rossoblù subiscono il calo fisico e mentale nei secondi quarantacinque minuti, rimanendo schiacciati e oppressi dal pressing asfissiante dei padroni di casa. Complice anche un caldo estivo, la compagine calabrese, paradossalmente, nonostante le poche occasioni da rete, è stata la più pericolosa in confronto alle numerose incursioni granata, imprecisi negli ultimi venti metri di campo. Alla fine dei conti sono ben 10 le conclusioni verso la porta di Saracco da parte dei veneti, di cui soltanto 5 indirizzate nello specchio inclusi i penalty trasformati. Mentre i calabresi hanno avuto due palle gol nitide non sfruttate a dovere connivente la poca lucidità e la ventura sfavorevole. La prima (21’ pt) mette in risalto il tandem Maniero-Tutino: traversone messo in mezzo da capitan Corsi, spizzata di testa del napoletano verso l’attaccante ex Novara che non riesce a deviare il pallone da posizione ravvicinata. La seconda è la più clamorosa (78’ st), tanto che Braglia non si contiene e manda “a quel paese” (eufemismo) il subentrato Di Piazza poiché si era ancora sull’uno a zero: da un errore in fase di impostazione dei padroni di casa, Mungo lancia in profondità il centravanti rossoblù che salta in dribbling Paleari calciando a lato con la porta sguarnita. Orrore, più che errore, di Di Piazza, il quale getta alle ortiche la chance di agguantare il pareggio.

Mannaggia al VAR che non c’è avrà pensato nella sua mente quel navigato lupo di mare di Braglia. Molti dubbi sul rigore comandato dall’arbitro Marini al minuto 65’, mentre ineccepibile la decisione di assegnarlo a cagione del tocco di mano di Pascali, ex di questa gara. Ma andiamo con ordine. Siamo al ventesimo della seconda frazione quando ingenuamente Corsi spinge in area di rigore Branca, il quale appena sente la pressione dell’avversario si lascia cadere astutamente. Il direttore di gara vede tutto e dopo qualche attimo di riflessione concede l’estrema punizione tra lo sgomento generale dei calciatori ospiti. “Volpe” Branca, “pollo” Corsi che in quel frangente doveva intervenire in maniera diversa. Probabilmente se ci fosse stata la tecnologia l’arbitro ci avrebbe pensato due volte. Purtroppo con i se e con i ma non si ottengono i punti salvezza. Nulla da discutere invece sul penalty dato per fallo di mano del difensore rossoblù che aumenta il volume del corpo avendo il braccio abbastanza largo e sul potenziale 1-2 siglato da Tutino (83’ st) in evidente posizione di off-side.

 

Insomma, più ombre che luci incombono sul Cosenza. Troppo schiacciata nella propria metà campo la squadra di Braglia che fatica davvero tanto ad imbastire una trama di gioco efficace al fine di aprire le maglie della difesa con la casacca granata. “Se tocchi la palla più di due volte è dura creare occasioni importanti”(Braglia a fine partita).Infatti, sono stati molti gli scambi fra i tre centrali dei lupi e innumerevoli sono stati i tocchi di un singolo giocatore con la sfera in possesso che di conseguenza hanno rallentato la manovra offensiva. Se c’è una squadra che ha demeritato di conseguenza c’è quella che ha meritato: il Cittadella di Venturato. Ipnotizza, confonde, frammenta e invischia nella propria tela un lupetto smarrito, azzannandolo senza lasciargli via d’uscita. E’ la sintesi più verosimile di un match che è servito ad inculcare ancor più convinzione ai veneti. Dopo una campagna acquisti senza infamia né lode, i granata erano attesi al varco e l’hanno oltrepassato senza incontrare intoppi a differenza delle concorrenti più accreditate per la promozione quali Crotone, Verona, Benevento e Palermo. Siamo ancora agli albori della stagione, ma nessuno vuole smettere di sognare in quel di Cittadella. Nella prossima giornata il Cosenza ospiterà in un San Vito-Marulla messo a lucido (si spera) il Livorno di Lucarelli mentre la capolista incontrerà lo Spezia.

 

Articolo di Fabrizio Frasca

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