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"Dal primo giorno in cui sono arrivato so che il derby è una partita molto speciale, in cui non si giocano solo 3 punti. Tutto il tifo aspetta questa partita e ha dato il rinforzo sia a me che alla squadra per arrivare nelle migliori condizioni". Esordisce così Luis Enrique nella conferenza stampa della vigilia di Roma-Lazio.
La consapevolezza che per molti quella contro la Lazio potrebbe essere la partita della svolta c'è, ma lo spagnolo non ne è del tutto convinto: "Non lo so, sono preoccupato di tutto quello che posso controllare: ho detto che è una partita speciale e importante per noi, la stiamo preparando al 100 per cento pensando a come essere superiori ad un avversario che è forte, che è in classifica davanti a noi e sta facendo un ottimo campionato. Conosciamo le difficoltà, ma sono ottimista. Il derby può essere una svolta ma non è la partita più importante della mia carriera".
La Roma punta all'Europa dei grandi, ma il terzo posto ora è distante sette lunghezze: "Se perdiamo, scivoliamo a 10 punti dalla Lazio. Se vinciamo, andiamo a -4. Io penso ai 3 punti, sono il mio obiettivo. Mancano ancora 13 partite alla fine del campionato: possiamo arrivare terzi, ma possiamo arrivare anche sesti o settimi. Vedremo: alla fine, contano i risultati".
"Ho grande fiducia, non deve esistere la paura. Mi aspetto che la Roma sia superiore a livello di gioco di squadra e spero che anche le nostre individualità siano superiori a quelle della Lazio. Quando sono in strada, sento quasi tutte cose positive. La Roma è prontissima per il derby, sono pronti anche gli infortunati perché questa partita si gioca con il cuore e con la passione. Sarà importante controllare la testa".