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Ranieri e Reja, storie di eccessi

Pubblicato il 22 febbraio 2011 alle 08:58:56
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Roma è una bellissima città, ma ricca di eccessi. Anche quando parliamo di calcio: spesso i giudizi vengono dati in base agli amici e agli amici degli amici. Non voglio parlare di scarsa professionalità, ma di sicuro c’è chi è condizionato da altri aspetti. La situazione relativa a due allenatori (Claudio Ranieri, che ha appena lasciato la Roma; Edy Reja, che sta facendo volare la Lazio) rende bene l’idea.

Ranieri ha compiuto un gesto nobile: si è dimesso, per il bene del club, rinunciando a un bel pacco di soldi. Eppure non l’hanno fatto suoi colleghi che hanno commesso molti più errori: per esempio, Giampiero Ventura a Bari. Oppure Pasquale Marino a Parma. Se Ranieri ha lasciato, evidentemente avrebbero dovuto farlo gli allenatori che hanno deluso alla guida di pugliesi ed emiliani. Invece, Ventura ha cercato la risoluzione consensuale per non rinunciare ai soldi. Mentre Marino continua a dire che “chi si dimette è un vigliacco”, come se stesse onorando nel migliore dei modi il suo lavoro in Emilia.

Fatta questa premessa, ci sono altre cose da sottolineare. Ranieri ha commesso numerosi errori nella gestione, non ha avuto rapporti buoni con cinque-sei pezzi grossi del gruppo. Cinque-sei, potrei dire sette-otto. Eppure per una parte della critica romana Ranieri era immune da colpe, le responsabilità erano soltanto della squadra. Come se Ranieri non avesse, tra i compiti più importanti, quello di creare e costruire uno spogliatoio armonioso, lontano da gelosie, invidie e spaccature. Un allenatore dovrebbe avere la priorità di mettere su un gruppo unito: quella è la prima cosa, poi si parla di tattica e di tecnica, di diagonali e di sovrapposizioni. Invece no, Ranieri non ha colpe se la squadra affonda e se i giocatori non lo seguono: concentratevi soltanto su chi va in campo.

Un errore, una prevenzione bella e buona. Se poi la stessa critica, proprio la stessa, si concentra su Edy Reja e lo impallina senza soluzione di continuità. Magari insultandolo e facendo ironia. Mi sembra un’esagerazione, sono gli eccessi di una città come Roma che si fa condizionare – ripeto – dagli amici e dagli amici degli amici. La classifica della Lazio è superba, a maggior ragione se confrontiamo quell’organico con la Roma. I meriti di Edy sono enormi, soprattutto in presenza di qualche veleno da spogliatoio (Zarate in primis) che sta cercando di gestire nel migliore dei modi, senza allargare la macchia. Ho l’impressione che Reja cercherà l’impresa e poi saluterà tutti. Comprese le critiche prevenute e senza un minimo di fondamento.