Preziosi-Della Valle-Garrone: parole o fatti?

2011-01-27 09:58:26
Pubblicato il 27 gennaio 2011 alle 09:58:26
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Le parole come macigni. E poi se la prendono con i giornalisti, rei di violentare la realtà e di vendere fumo. E’ giusto prendersela con i giornalisti quando non rispettano lettori, tifosi e tesserati. Chiunque. Ma a fare da contraltare ci sono molti addetti ai lavori che si divertono con le parole, come se qualsiasi cosa fosse dovuta. Provo a ricostruire, ci sono le prove.

Enrico Preziosi aveva garantito che Andrea Ranocchia non si sarebbe mosso dal Genoa, in presenza di qualsiasi offerta da parte dell’Inter. “Resta qui fino a giugno. Non ci sono soldi e rialzi che tengano”. Sappiamo bene com’è andata a finire: è giusto che Preziosi abbia fatto certi calcoli, è anche giusto che abbia pensato alla cassa (in entrata) dopo tante operazioni in uscita molto dispendiose. Ma se non avesse rilasciato quelle dichiarazioni, forse (senza forse) sarebbe stato meglio. Ballardini si era convinto che Ranocchia non sarebbe partito: come non credere a un presidente che dichiara ai quattro venti cose convinte e senza troppi giri di parole? Preziosi aveva detto le stesse cose su Luca Toni, non con la stessa forza, ma ribellandosi per qualche giorno dinanzi alla possibilità di una cessione. Conosciamo l’epilogo della storia. Adesso c’è in ballo Mimmo Criscito. In base alle più recenti dichiarazioni dello stesso Preziosi non dovrebbero esserci dubbi. Ma bisogna davvero fidarsi? Grazie, preferisco di no.

Capitolo Mutu. Parlando con qualche pilastro dello spogliatoio viola, uno dei fratelli Della Valle aveva sussurrato “Adrian non lo vedrete più qui”. Svolta inevitabile e decisione giusta, conseguenza dell’ennesimo comportamento vietato ai minori – e ai maggiori – da quando Mutu indossa la maglia della Fiorentina. Adesso Adrian ha chiesto scusa, ha organizzato una conferenza stampa, ha scaricato i Becali. E si dice che il reintegro dovrebbe essere dietro l’angolo, questione di giorni. E’ vero che le cose possono cambiare. Ma certe parole restano.

Riccardo Garrone non chiude la fila. Anzi, si prenota per la pole. Sono le ore più calde, le ore della possibile-probabile cessione di Giampaolo Pazzini al’Inter. Eppure, il numero uno della Samp aveva sentenziato – pochi giorni fa – che i gioielli non si sarebbero mossi. E che il forzato addio a Cassano era da collegare a vicende gravissime e assolutamente non giustificabili. Se davvero cedesse Pazzini all’Inter, cosa direbbe Garrone? Lo aspettiamo.

Le parole come macigni. Ma non solo quelle dei giornalisti (pochi, per fortuna), che inventano e prendono in giro il prossimo.