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Il mercato è bello quando viene affrontato con un minimo di credibilità. E quando non vengono proposti nomi ogni cinque o sei ore. Nel caso dell’Inter c’è chi nell’ultimo giorno e mezzo si è divertito a sparare nel mucchio: prima Villas Boas, poi Spalletti (assolutamente Spalletti...), quindi Capello (tranquilli, è Capello...). Come se fosse semplice liberare – nel giro di poche ore – allenatori che hanno un contratto e impegni già presi.
Il sensazionalismo non è per fortuna un nostro compagno di viaggio. La situazione legata all’Inter è ancora fluida, con troppe cose da risolvere: Mihajlovic resta in corsa, Villas Boas è sfumato dopo la missione in Portogallo di Branca e la goffa interpretazione del responsabile dell’area tecnica (“è stata una situazione mediatica, più che un nostro obiettivo”: e allora perché è andato a Oporto?). Ora è il Chelsea che può pagare la clausola e assicurarsi il tecnico del Porto. Ma occhio al balletto mediatico che propone un nome ogni sei ore: Villas Boas in pole, Spalletti in pole, Capello in pole. Li hanno detti tutti che qualcuno di sicuro arriverà...