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Novara: bufera su Katidis e il saluto nazista

Pubblicato il 21 giugno 2013 alle 14:54:29
Categoria: Serie B
Autore: Redazione Datasport.it

Fa discutere la decisione del Novara di acquistare Georgos Katidis, 20enne talentuoso centrocampista greco. Il giocatore è balzato agli onori della cronaca la scorsa stagione quando, dopo avere realizzato un gol in campionato con la maglia dell'Aek Atene, si esibì in un saluto romano sotto la tribuna. Un gesto che spinse la Federazione ellenica a escluderlo da tutte le Nazionali.

Nonostante la bufera che si è scatenata intorno a Katidis, il club piemontese non sembra intenzionato a cambiare idea. Il giocatore resta un obiettivo di mercato e il suo acquisto è ormai prossimo: "Non abbiamo nessuna intenzione di minimizzare il gesto che condanniamo in quanto irrispettoso per milioni di persone che per colpa di falsi ideali e miti hanno sofferto e pagato con la vita - sottolinea l'ad del Novara, Massimo De Salvo -. Abbiamo però visto un ragazzo che era scioccamente inconsapevole del gesto che stava facendo, ma che ora è finalmente perfettamente conscio del significato e del dramma che ha rappresentato. A questo ragazzo abbiamo pensato di dare una chance perché riteniamo gravissimo commettere certi errori, ma meritevole averne consapevolezza. La politica per noi rimane fuori dal calcio, la memoria no e crediamo che l'intolleranza si debba combattere ricordando ai nostri ragazzi quello che è successo nella storia affinché non succeda mai più". 

Intanto il caso finisce in Parlamento. Fabio Lavagno, parlamentare piemontese di Sinistra Ecologia Libertà, ha presentato un'interrogazione urgente al ministro dello Sport, Josefa Idem, e a quello dell'Interno, Angelino Alfano. "E' molto grave - afferma Lavagno - che il Novara Calcio minimizzi le polemiche suscitate dall'acquisto del giocatore Georgos Katidis, espulso dalle nazionali del suo Paese per un saluto nazista. Mi auguro che i vertici della Lega e della Figc intervengano per evitare ogni forma di tolleranza verso comportamenti ingiustificabili".