Napoli, Sarri: "Scudetto? Parola impronunciabile"

2015-11-15 12:34:57
Napoli, Sarri:
Pubblicato il 15 novembre 2015 alle 12:34:57
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Maurizio Sarri sta risalendo la china con il Napoli e, dopo le difficoltà iniziali, ha fatto ingoiare le critiche a tutti quelli che già lo volevano fuori dal club partenopeo, tra cui Diego Armando Maradona. Il tecnico, in una lunga intervista con Walter Veltroni al 'Corriere dello Sport', ha parlato proprio dell'ex Pibe de Oro dopo che quest'ultimo si è scusato: "Per me, come per tutte le persone che amano il calcio, Maradona è un idolo, un’idea del calcio. La dichiarazione che ha fatto mi ha emozionato. Ora il mio prossimo obiettivo è conoscerlo. Sarebbe un onore per me".

Il Napoli sta macinando gioco e punti ed è una della candidate al titolo anche se Sarri non vuol sentirne parlare: "La parola Scudetto per me resta impronunciabile. Abbiamo iniziato un percorso. Ricordiamo che veniamo da un quinto posto e teniamo i piedi per terra. Per volare c’è sempre tempo. È un campionato aperto, senza dominatori. Ci sono diverse squadre che competono a pari livello. Posso dirle che io sono rimasto molto impressionato dalla Fiorentina".

Il tecnico azzurro ha parlato anche di due giocatori, uno che ha a disposizione come Higuain e uno che ha lanciato e che magari potrebbe ritrovare in futuro come Rugani: "Si diverte. Io lo stimolo a divertirsi. È un fuoriclasse ed è potenzialmente il giocatore più forte che io abbia mai allenato. Giovani? Il più forte per me è Rugani, ha una capacità di applicazione straordinaria. Io lo feci esordire a 18 anni. Sarà un giocatore molto importante per il calcio italiano del futuro. Fra i ragazzi del Napoli Luperto è un ragazzo da tenere d'occhio".

Infine Sarri parla del fatto di essere considerato una sorta di rivoluzionario del calcio: "Cosa significa essere rivoluzionari? Andare contro le convenzioni. Immaginare quello che ancora non c’è. Ma poi servono i risultati, ne sono consapevole. In fondo è così sempre, anche per le rivoluzioni vere".

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