Editoriale: perché Toni può non bastare alla Juve

2011-01-08 10:08:54
Pubblicato il 8 gennaio 2011 alle 10:08:54
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

 Tratto dal blog di Xavier Jacobelli
 
Dopo l'Epifania e prima dell'ultima giornata di andata, la domanda del giorno è: l'Inter rigenerata da Leonardo, può ancora vincere lo scudetto? La risposta è sì. Perché i campioni del mondo accusano 13 punti di svantaggio rispetto al Milan capolista, ma hanno due gare da recuperare (Cesena, Fiorentina) e, qualora le vincessero, il loro distacco scenderebbe a 7 punti. Perché il Milan, passato a Cagliari grazie alla prodezza di Strasser ispirata da Cassano, comanda il torneo con pieno merito, ma può vincerlo solo se sul mercato di gennaio puntella la difesa.

Perché Lazio, Napoli e Roma sono sedute a pieno titolo al tavolo delle pretendenti al titolo, però non hanno un organico così forte qual è quello di Leonardo che, a parte Samuel purtroppo fuori causa sino a fine stagione, a uno a uno sta recuperando gli ex grandi infortunati e, il 9 gennaio a Catania, ripresenta Eto'o che ha scontato le tre giornate di squalifica. La sfida del Massimino capita a proposito: misura le ritrovate ambizioni scudetto dei campioni in carica opposti ad una squadra che non ha ancora digerito i torti arbitrali patiti all'Olimpico contro la Roma.

Le proteste di Lo Monaco sono sacrosante, ma, sino a quando l'organizzazione di Blatter si opporrà alla tecnologia in campo, non ci sarà via d'uscita: gli arbitri e gli assistenti continueranno a sbagliare, le polemiche si rigenereranno a ogni piè sospinto e a rimetterci sarà la credibilità del calcio. Il 9 gennaio può diventare un punto di svolta per il Milan, in piena emergenza e avversario dell'Udinese Di Nataledipendente. Ma, soprattutto, è il giornio del giudizio per la Juve, pesantemente rintronata dal micidiale 1-4 patito in casa con il Parma.

L'operazione Toni è stata la mossa obbligata di Marotta dopo il grave infortunio di Quagliarella, che avrebbe dato chissà che cosa pur di giocare contro il Napoli dopo la separazione al veleno della scorsa estate. Ma Toni non basta e non potrà bastare se, prima, Delneri non avrà raddrizzato Felipe Melo, una volta e per sempre. L'autolesionismo del brasiliano è imbarazzante, i suoi interventi intollerabili, le sue espulsioni sacrosante. Se la Juve vuole evitare di essere risucchiata nel cabotaggio di una stagione anonima, deve spiegare a Melo che la ricreazione è finita.

di Xavier Jacobelli
Direttore www.quotidiano.net
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