Mondo, ci rivediamo in cascina

2011-02-10 00:20:24
Pubblicato il 10 febbraio 2011 alle 00:20:24
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Quel sabato – esattamente il 29 gennaio - ero in redazione a Sportitalia, via Tazzoli a Milano. Stavamo preparando le varie trasmissioni, le partite della B appena concluse. Dalle 16,50 alle 17,05 cinque sms: “Emiliano Mondonico ha problemi, lascia la panchina dell’Albinoleffe per qualche settimana”. Così, senza una spiegazione. Senza un motivo. Senza un perché. Mi attaccai al telefono, non capivo: sta male Mondo? Sta male qualche parente di Mondo? Poi mi spiegarono, restai di sasso. Un contropiede (della vita) all’improvviso. Lui che ha vissuto di contropiede, dentro e fuori dal campo. Con la sua furbizia, con la sua intelligenza, con la sua praticità.

Questa non è una notizia di mercato. Ma vale per mille. Perché ora Mondo sta meglio, è stato operato, ha parlato. Gli ho mandato soltanto messaggi, ma volevo sapere, volevo capire. Martedì sera l’ho visto in tivù, dopo l’operazione: mi sono commosso. Ha spiegato, ci ha messo quintali di ironia. Come ce l’aveva messa con i suoi giocatori, nel pomeriggio di quel maledetto sabato: Albinoleffe-Ascoli. “Giochiamo questa e vi lascio. Vado alle Maldive per due settimane”. Incredibile, sempre lui, una quercia indistruttibile.

Gli attestati di affetto se li merita tutti. Io ho un sincero rapporto con Mondo da tempi non sospetti. Lo conosco da quasi vent’anni, avevo avuto da ridire in alcune circostanze. Normali confronti, battibecchi, telefonate calde. Poi un giorno mi fece chiamare. “Dai, chiariamo”. Chiarimmo. A Rivolta d’Adda, nella sua splendida cascina, dove invita i Nomadi e gli amici più intimi. Dove va di corsa e ti dice “seguimi che ti faccio vedere…”. E chi ce l’aveva il fisico per seguirlo? Quel pomeriggio fu bellissimo: il chiarimento “guarda che hai sbagliato… Guarda che anche io ho il mio carattere…”. Parlava e versava vino. Parlava e tagliava salame. Parlava e chiedeva un brindisi, coinvolgendo i compagni fissi delle sue rimpatriate. Qualche vecchietto, gente che lo ha visto crescere. E che lo adora. Non so quanto vino fui costretto a bere (“dai Alfredo, su il bicchiere, non mi deludere"). So soltanto che poi dovetti scrivere 150 righe di intervista con gli occhi spenti. Ero groggy.

Da quel giorno è stato un sodalizio. Nella massima libertà professionale. Poi diventò opinionista di Sportitalia, una battuta dietro l’altra. Una sera gli dissi: “Lo sai che la tua Fiorentina sta acquistando Miller?”. Mi prese in giro. E fece una smorfia che quasi mi stavo ribaltando.

Gli ho scritto un sms, non è un segreto. “Torna presto, mi manchi”. Tornerà, prestissimo. Ci vediamo in cascina, te lo prometto. E berrò tutto il vino che vuoi: alla tua salute, Mondo…