Milan, Scaroni: "Ripreso credibilità, ma la Uefa ci sanzionerà"

2018-10-25 13:51:00
Milan, Scaroni:
Pubblicato il 25 ottobre 2018 alle 13:51:00
Categoria: Serie A
Autore: Piergiuseppe Pinto

La sua presenza, insieme al Fondo Elliott, ha fatto sì che il Milan presentasse all'Uefa la stabilità azionaria chiesta dall'organo internazionale, punto necessario ad evitare l'esclusione dall'Europa League, inizialmente comminata a causa del non rispetto delle regole e della mancata concessione di voluntary e settlement agreement. Paolo Scaroni, presidente del club rossonero, annuncia però che la questione Fair Play Finanziario non verrà risolta con un nulla di fatto, anzi: arriveranno provvedimenti, come detto proprio da Scaroni nel corso dell'assemblea dei soci del Milan.

"Difficilmente non ci saranno sanzioni - dice Scaroni - siamo già stati graziati dall'esclusione dalla Coppa, e il nostro caso sarà esaminato dagli stessi giudici che ci hanno condannato. Ci sarà una pena proporzionata alle nostre trasgressioni. Non deve per forza essere tradotta in termini economici, ma sicuramente ci saranno provvedimenti. Credo che ne conosceremo l'entità entro la fine del 2018. La Uefa, in attesa della sentenza, ci ha bloccato i ricavi dall'Europa League, che ad oggi ammontano a circa 2,5 milioni di euro". Il presidente, però, è soddisfatto della situazione del Milan anche dal punto di vista economico: "Fatturiamo come nel 2003, e i ricavi rappresentano un punto fondamentale per il nostro club, e ora siamo credibili anche di fronte alle banche".

Altre questioni care a Scaroni sono lo stadio di proprietà e la Cina come mercato e possibile fonte di ricavi. "Mi piacerebbe decidere sullo stadio entro la fine dell'anno, un impianto moderno ed efficiente di proprietà è fondamentale per ottenere ulteriori ricavi, che mancano a molte squadre italiane e anche al Milan. Stiamo considerando tutte le ipotesi, anche continuare a dividerlo con l'Inter, perché ci sono costi di realizzazione minori, ma anche minore libertà. La Cina è un mercato fondamentale, ma daremo un segnale di discontinuità, spostando la sede da Pechino Shanghai. Serve un approccio diverso per non avere una cattiva reputazione".

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