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Quest'anno ha masticato amaro e si è dovuto accontentare della Supercoppa italiana, vedendo sfumare lo scudetto e il sogno Champions League, ma Zlatan Ibrahimovic ha due motivi per sorridere lo stesso. L'attaccante svedese ha vinto per la seconda volta nella sua carriera la classifica cannonieri di Serie A, segnando 28 reti nel campionato di quest'anno (di cui 10 su rigore).
Il bis non è certo una novità: era riuscito anche a Roberto Boninsegna (Inter), Felice Borel II (Juventus), Harald Nielsen (Bologna), Silvio Piola (Lazio), Ettore Puricelli (Bologna), Marco Van Basten (Milan), Andriy Shevchenko (Milan) e Antonio Di Natale (Udinese). Ma Ibrahimovic è riuscito in un'impresa mai riuscita a nessun altro giocatore nel nostro campionato: laurearsi principe dei bomber con due squadre diverse. Aveva infatti vinto la classifica cannonieri anche nel 2008-09 con la maglia dell'Inter (25 gol).
Ibrahimovic, inoltre, entra di diritto nella storia del Milan come sottolinea il sito ufficiale rossonero. Dopo Nordahl, che aveva vinto la classifica cannonieri segnando 35 reti nel 1949-50 e 34 nel 1950-51, è l'attaccante milanista che in una sola stagione ha segnato di più nella storia del club di via Turati. Ibra si lascia alle spalle giocatori del calibro di Van Basten (25 reti nel 1991-92), Shevchenko (24 reti nel 2003-04 e nel 1999-2000), Altafini (22 reti nel 1961-62), Virdis (17 reti nel 1986-87), Rivera (17 reti nel 1972-73) e Prati (15 reti nel 1967-68).