Milan arraPato: ora è chiaro?

2011-03-01 08:38:30
Pubblicato il 1 marzo 2011 alle 08:38:30
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Si parlerà del rigore, c’era o non c’era. Della spinta di Ibrahimovic a Cannavaro prima del braccio alzato di Aronica. Saranno gli argomenti dei prossimi due giorni, almeno. A me ne interessano altri due: Pato, un marziano. E il Napoli che ha bucato approccio e svolgimento a San Siro, mi sarei aspettato molto di più.

Capitolo Pato. Che sia la perla del Milan, che rappresenti il presente e il futuro è fin troppo chiaro. Adesso lo sosterranno anche quelli che – fino a qualche giorno fa – avevano detto papale papale “se lo cedessero, non sarebbe un errore grave”. Io mi sono messo di traverso subito, questione di punti di vista. La mia idea è fin troppo chiara, spero: il Papero è un capitale enorme, a neanche 22 anni segna un gol a partita. Se non fosse stato condizionato dei problemi fisici, avrebbe tranquillamente sfondato il muro dei venti gol e magari sarebbe a braccetto di Di Natale. Pensare alla semplice ipotesi di una cessione, e non credo che il Milan abbia mai avuto simile tentazione, sarebbe una bestemmia di calcio-mercato. Ovvero, il peggiore errore che un club possa compiere.

Pato è poesia, fantasia, imprevedibilità, scatto nello scatto: mai un riferimento agli avversari, numeri geniali. Se entro due anni non diventasse uno dei primi tre al mondo, pagherei la scommessa e quindi l’intera posta. Ora è tutto più chiaro, spero. Milan arraPato, Milan che non può prescindere da Pato. E che, contro il Napoli, ha ritrovato un signor interprete del calcio moderno, quel Boateng che – gol a parte- ha dimostrato di poter essere una pedina decisiva nella rincorsa allo scudetto. E magari fondamentale per inseguire un sogno: la qualificazione ai quarti di Champions, da ottenere con un’impresa tra una settimana a Londra.

Capitolo Napoli. Si parlerà del rigore contro, del contatto Ibra-Cannavaro, eventuali e varie. Giusto. Manca la controprova, ma credo che il Napoli di ieri avrebbe perso a prescindere. Impostazione banale, abbastanza timida e rinunciataria. Appena il tempo di processare Lavezzi per le occasioni sprecate in Europa League che è emerso un concetto evidente: senza il Pocho il Napoli è un’altra cosa. I collegamenti con Cavani stentano, al Matador manca l’alleato numero uno. Ma è stato l’intero atteggiamento del Napoli che non mi è piaciuto: in modo particolare nel primo tempo, quando il Milan era abbastanza bloccato. Resta il rimpianto che non modifica i giudizi su una stagione fin qui fantastica. Si poteva perdere a San Siro, come no?, ma almeno regalando qualche indizio del Napoli più recente. Peccato.