Libri di Sport: una Stella Rossa con troppo sangue

2015-12-23 20:49:32
Pubblicato il 23 dicembre 2015 alle 20:49:32
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Redazione Datasport.it

Dio, calcio e milizia. Il Comandante Arkan e le curve da stadio – Diego Marottini – BradipoLibro editore – Pag. 184 – Euro 14.00.

Libro denuncia di grande forza, incentrato sulla figura del Comandante Arkan, figura tristemente famosa negli anni della disgregazione della ex Jugoslavia. Bieco e spietato, bugiardo e irridente, per decenni ha orchestrato la malavita serba, diventando un cancro e nel contempo l’idolo di un nazionalismo privo di regole, se non la legge dell’assassinio. In questo contesto lo sport è stato vittima incolpevole, assurta a vetrina di potere, facilitata dall’assenteismo dei governi mondiali e dell’ONU, la cui lentezza d’intervento è un fatto assodato. Zeljko Raznatovic cresce in fretta e capisce al volo che il gioco della violenza su etnie che chiedono l’indipendenza come la Croazia, la Bosnia Erzegovina e altre popolazioni limitrofe, può diventare un affare, anche se sporco di sangue. La molla della diatriba è il diverso credo religioso. I serbi sono ortodossi, i croati cattolici e i bosniaci in maggioranza mussulmani.

Per mezzo secolo, la dittatura “morbida” di Tito aveva tacitato i contrasti, col successivo disfacimento, il fuoco covato sotto la cenere esplode violento. Purtroppo il vento soffia in modo unilaterale e le vittime sono i mussulmani, che pagano prezzi altissimi. Massacri che ricordano quelli nazisti. Regista è questo Borgia degli anni ’80,’90 e oltre, che ha l’abilità di legarsi a filo doppio ai poteri forti: dai servizi segreti  ai vari Milosevic e Tudjman, giunti alla presidenza dei due stati, correi che usano Arkan per coprire stragi e omicidi di rivali politici. La Stella Rossa è la bandiera nazionale, la forza calcistica che diventa vetrina del potere, in antitesi con i club croati a loro volta violenti. Disamina precisa, con dovizia di particolari e qualche siparietto italiano di cui non si sentiva la mancanza, ma che la storia purtroppo, ha messo nel conto.