Libri di sport: Teodosio e Sant'Ambrogio battuti dal barone de Coubertin

2016-10-21 17:50:43
Libri di sport: Teodosio e Sant'Ambrogio battuti dal barone de Coubertin
Pubblicato il 21 ottobre 2016 alle 17:50:43
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Redazione Datasport.it

Oro azzurro. Da Atene 1986 a Rio 2016 tutta l'Italia che ha vinto alle Olimpiadi estive – Dario Ricci e Carlo Santi – Infinito Editore – Pag.408 – Euro 17.00  

Un libro imperdibile per chiunque ami lo sport. La storia dei Giochi in chiave azzurra, come mai era stata raccontata in passato. Le 207 medaglie d’oro conquistate dall’Italia nel corso delle 31 edizioni e 110 anni di storia a cinque cerchi, hanno trovato due autori capaci di tramutare i vincitori da semplici nomi a protagonisti vivi, atti a dare emozioni e far diventare il passato in un presente storico affascinante. Attenti e precisi. Dario Ricci e Carlo Santi, quando l’atmosfera dei Giochi era ancora profumata di fresco, come un pane appena sfornato, hanno confezionato per il lettore, con tempestività incredibile la storia completa del più lungo canovaccio agonistico in assoluto.

Un bel colpo per la giovane casa editrice modenese "Infinito" che ora veleggia con questa ammiraglia destinata a far parte non solo degli appassionati sportivi, ma ci auguriamo entri nel contesto della scuola, affinché la memoria del passato non si ricopra di polvere, ma serva ai giovani per capire un contesto, quello dei Giochi, tanto importante per la nostra cultura. Già la cover è indicativa della stesura. Alberto Braglia, figlio di un muratore, balbuziente, garzone di fornaio ma talento infinito nella ginnastica, oro a Londra nel 1908 è ripreso con la corona d’alloro, lo sguardo fiero e i baffi a manubrio.

 Un eroe del nostro  tempo, capace di superare le barriere di classe, grazie allo sport. Duecentosette storie, non semplici schede anagrafiche, ma un film scritto con tanti attori protagonisti di altrettante interpretazioni agonistiche. La ricerca quasi maniacale dell’episodio inedito, personalizzano ciascun vincitore. Ci sono anche le eccezioni: Dorando Pietri, il maratoneta più celebre dei Giochi, senza aver vinto l’oro. Troppo nota la sua storia, doveroso averla inserita nel libro, l’omaggio ad un eroe sfortunato, ma ripagato da una popolarità mai venuta meno. L’Italia è tra le poche nazioni impostesi in tutte le specialità, anche se i bacini d’utenza inizialmente furono  la ginnastica, l’equitazione e la scherma, oltre al pugilato e il ciclismo, gli azzurri hanno saputo essere vincitori in tutte le discipline. Il ginnasta Francesco Martino nel 1924 è il primo pugliese a conquistare un oro, specialità anelli.

La sua storia ha dell’incredibile. Un anno prima cadde rovinosamente, per il cedimento della struttura di sostegno degli anelli. Fratture varie e verdetto negativo per i Giochi. Ma “Ciccio” come lo chiamavano gli amici era stato temprato dalla guerra, da sommergibilista e a Parigi sbaragliò il campo dei rivali. Altro particolare non secondario, moltissimi dei vincitori hanno la foto, a significare la ricerca del particolare. Libro costruito sull’emozione e l’entusiasmo, componenti capaci di far compiere il salto di qualità ad un lavoro capace di tramutare tempi e misure in punti esclamativi.

 

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