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Fino all’ultimo round
Giacobbe Fragomeni, Valerio Esposti
Limina
Pag.210
Euro 16
Era il 1990 e Giacobbe Fragomeni, che aveva 21 anni, si iscrisse alla Doria, il gym milanese dove dal dopoguerra si insegna pugilato. E dove sono passati i più grandi campioni del ring, non solo italiani. La sua storia non inizia in quell’anno, ma è un punto fermo di un ragazzo uscito da un tunnel lunghissimo e scurissimo, iniziato praticamente dalla nascita. Infanzia non solo povera, ma disperata col padre che è l’esempio peggiore e quindi la discesa verso il dirupo della droga, del disfacimento fisico e mentale. La boxe, sport di battaglia, è stata la sua salvezza, il riscatto che non lo ha fatto più tornare indietro, anche se qualche volta ha dovuto piegare il ginocchio. Solo una resa temporanea per assaporare il gusto delle rivincita che vale doppio.
Fragomeni è diventato campione suo malgrado, scalando l’impossibile. Nei dilettanti ha vinto il titolo europeo massimi nel 1998 a Minsk in Bielorussia. Per capire l’impresa, l’Italia dei Valentino, Russo e Cammarelle non ancora riuscita a ripetersi. Non solo, è stato campione del mondo tra i professionisti nel 2008 a 39 anni, un miracolo di longevità agonistica fantastico. Ultima chicca, a dicembre riprova a riconquistare lo scettro a 44 primavere. Il libro racconta questo film incredibile di sudore e volontà, una storia che vale quelle dei grandi campioni americani, anche se il suo Bronx si chiama Stadera e si trova nel Sud di Milano. Per questo il libro è ancora da finire, anche se è tutto da scoprire.