Libri di Sport: Legnano, un mito infinito a pedali

2015-12-23 21:04:13
Pubblicato il 23 dicembre 2015 alle 21:04:13
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Redazione Datasport.it

Legnano. Biciclette, campioni e vittorie – Claudio Gregori, Marco Pastonesi – ediciclo editore – Pag. 225 – Euro 29.00.

Due firme illustri per ricordare e raccontare la storia della Legnano, la più famosa bicicletta italiana e non solo. Lungo un percorso che ha superato il secolo, cavallo vincente di campioni assoluti da Binda a             BruneroBartali, Coppi, Leoni, Baldini e tantissimi altri che hanno nobilitato il prodotto italiano. Già la nascita è perlomeno particolare. L’ideatore è l’inglese York Wolseley. Cervello vulcanico e poliedrico. La sua prima invenzione è la macchina tosa pecore che alla fine del 1800, cambia un sistema centenario, manuale e faticoso. Dopo quell’idea pensa alla bici e all’auto. Torna in Inghilterra col socio Herbert Austin, altro genio della meccanica. Nel 1907 a Varese, viene fondata la società Wolsit Officine Legnanesi Automobili, con diversi soci italiani. Modelli di gran lusso. Ma c’è anche spazio per la bici, che viene chiamata Legnano, con l’emblematico stemma di Alberto da Giussano, l’eroe leggendario del XII secolo, in onore della città dove vengono prodotte.

Debutta al primo Giro d’Itala 1909, con Zavatti e Modesti, oltre a Belloni che ha una “Perla”, modello meno sofisticato. Finiscono tutti e tre la tremenda corsa e Zavatti, con altri tre compagni  prende parte anche al Tour, giungendo alla fine dopo 4507 km. L’anno dopo nasce la squadra ufficiale, che partecipa alle gare più importanti, in particolare al Giro. A questo punto mi fermo, per non togliere al lettore il piacere di conoscere, attraverso la squisita prosa di Gregori e  Pastonesi, una delle più belle storie del nostro ciclismo, esposizione ricca di particolari inediti dei nostri grandi campioni, oltre alle tante foto storiche, che arricchiscono un libro di grande formato, ideale strenna per gli appassionati della bici. Ennesima conferma della laboriosità italiana, doverosamente ricordata con accenti toccanti e poetici.