*/
 

Libri di sport: Eddy: colui che ha vinto troppo

Pubblicato il 19 giugno 2013 alle 22:30:24
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Redazione Datasport.it

Chiedimi chi era Merckx - Gian Paolo Porreca - Ultra Sport -  Pag. 240 – Euro 18.00

Non a caso lo chiamavano “il Cannibale”. Eddy Merckx fu il tornado del ciclismo, sconvolgendo gli equilibri degli anni ’60 e ’70. Con lui in gara si partiva dal posto d’onore. Le cifre sono sentenze che non hanno fantasia ma rispecchiano verità autentiche. In carriera, dal 1965 al 1978 ha vinto 445 corse. I più vicini ne hanno centrato meno di 300. Sette Sanremo, la corsa di primavera, del sole che stentava a casa sua. Cinque giri d’Italia e altrettanti Tour del France, tre mondiali, il record dell’ora, le classiche da Nord e Sud, probabilmente anche il giro di Meensel-Kiezegem il paesino del Brabante non lontano da Bruxelles, dove è nato.

Tante vittorie sono il segno di una superiorità che crea il deserto del contatto con gli avversari. Merckx non era un affabulatore, carattere duro anche con se stesso, rispetto per gli avversari non oltre. Le amicizie nel ristretto gruppo dei suoi gregari. Per tre volte la mannaia del doping lo ha messo in ginocchio, lasciando sempre il dubbio se giusta o meno. Lui ha sempre negato, ma la giustizia sportiva non lo ha assolto. Doping alla camomilla in rapporto ad oggi. Qualche anno addietro è stato scoperto che con le metodiche di controllo attuali, Eddy non  avrebbe mai ottenuto il placet per svolgere attività agonistica. Miocardiopatia ipertrofica non ostruttiva. Semplificando, un cuore dal volume esagerato.

Merkx, 68 anni il 17 giugno, va ancora in bici sostenuto da quel cuore che mezzo secolo fa era già fuori servizio