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In vetta al mondo - Daniele Nardi. Dario Ricci – Infinito editore Pag. 204 – Euro 13.00.
Piacevole vis a vis tra intervistatore e intervistato, in un percorso verso l’alto, in termini altimetrici, dalle pareti dei Monti Lepini nell’Appennino laziale, primo impatto dell’aspirante alpinista a 15 anni, prologo al sogno di salire fino al cielo, dove soggiornano i mitici ottomila. Daniele Nardi è il veicolo motorio, Dario Ricci il suo braccio di scrittura. Assieme scalano e declamano, in un susseguirsi di esperienze ed emozioni. Il percorso è cronologico e i due crescono in simbiosi nella scoperta e nel racconto delle imprese. Il protagonista è riuscito a scalare alcune vette assolute come l’Everest, il K2, lo Shisha Pangma, il Broad Peak e il Nanga Parbat, primo al mondo a salire lo sperone Mummery di questa cima, nell’ inverno di quest’anno in condizioni estreme.
Molte di queste imprese hanno la matrice di nascita in quella prima notte del 1992, a 16 anni, trascorsa a 25 metri d’altezza, aspettando che al mattino venisse a prelevarlo suo padre. Questo alpinista nato a Sezze, paesino collinare nella provincia di Latina, fa parte di un alpinismo nuovo, descritto in ogni dettaglio, dal freddo incredibile sopportato, alle paure dentro e fuori, fino alla gioia per avercela fatta. Pure un alpinismo diverso, con situazioni imprevedibili, come improvvisare ai piedi del Makaku a 3500 metri di quota, una partita di calcio con i guerriglieri maoisti in Nepal. Con gli italiani battuti.