Mister Favarin: “Andria piazza esigente e tosta”

2016-11-24 12:31:42
Mister Favarin: “Andria piazza esigente e tosta”
Pubblicato il 24 novembre 2016 alle 12:31:42
Categoria: Notizie Lega Pro
Autore: Stefania Belloni

Il destino sa essere beffardo. Giancarlo Favarin, allenatore della Fidelis Andria, è l’uomo giusto per confermare questa tesi: un milanista doc che viene “defenestrato” da due milanisti, roba da non dormirci la notte. Eppure il mister, quando racconta quei due capitoli della sua vita, ci scherza su come solo i toscani riescono a fare: e poi la sua Fidelis sta disputando un 2016/2017 di ottimo livello, per cui di motivi per sorridere ce ne sono tanti.

“Nel 2014-2015 guidai la Fidelis Andria in serie D e vincemmo il campionato – spiega – ma al termine della stagione lasciai perché avevo un accordo con il Pisa, la squadra della mia città. Ero molto emozionato all’idea di lavorare li, ricordo che iniziammo anche il ritiro ma il 18 agosto arrivò Gennaro Gattuso e il giorno seguente io ero fuori. Poi, a metà novembre, mi chiamò il Venezia in serie D e anche li ottenni la promozione in Lega Pro: i dirigenti mi riconfermarono, ma ancora una volta fu un milanista a togliermi la panchina (Filippo Inzaghi, ndr)”.

- A questo punto la domanda è scontata: lei tifa ancora Milan?
“Ovviamente: e poi non ho nulla contro Inzaghi e Gattuso, due giocatori che ho ammirato tantissimo e che sono stati campioni del mondo. Spero che anche da allenatori riescano a fare un buon lavoro”.

- Tornando al Pisa, quanto le dispiace non essersi mai seduto su quella panchina?
“Tanto, anche nel 2000 si era aperta la possibilità di allenare li ma all’ultimo la dirigenza scelse Guido Carboni”.

- Invece, pochi mesi fa, è arrivata un’altra chiamata da Andria. Come sono andate le cose?
“Loro cercavano un allenatore dopo l’addio di Luca D’Angelo e sondarono il terreno: in quel momento ero ancora amareggiato per la storia del Venezia, ma decisi subito di accettare. La città mi ha riaccolto benissimo, e poi qui si sta davvero bene: siamo a fine novembre, ma pare di essere in primavera”.

- Un inizio di stagione caratterizzato da alti e bassi, ma ultimamente le cose sono migliorate. Può spiegare il perché?
“Siamo partiti con una squadra pressoché nuova rispetto allo scorso anno, i giocatori confermati erano appena sei. E poi si era deciso di allestire una rosa adatta al 4-2-3-1 oppure al 4-4-2, ma nel match di Coppa Italia Tim contro il Bassano Virtus si sono fatti male Mancino e Volpicelli e da li sono iniziati i problemi. Abbiamo perso le nostre certezze a causa dei pochi ricambi, sono arrivate delle brutte sconfitte contro Catanzaro, Taranto e Monopoli e a quel punto ho deciso di cambiare il sistema di gioco e di passare al 3-5-2. Ora la squadra ha assorbito il nuovo modulo, dopo qualche tentennamento, e i risultati si vedono: contro il Matera abbiamo raggiunto l’apice”.

- Probabilmente la vostra prestazione migliore.
“Sicuramente, il Matera ha un potenziale enorme ma noi siamo stati bravi a togliergli il fiato, ad aggredirli fin da subito e a fare gol. Poi abbiamo sofferto il loro ritorno ma ci poteva stare, considerando il grosso divario tecnico”.

- Nelle prossime settimane avrete un calendario durissimo: preoccupato?
“No, sono fiducioso e poi stiamo recuperando gli infortunati: inoltre abbiamo messo del fieno in cascina in quest’ultimo periodo. Certo, la Virtus Francavilla è la squadra più in forma del momento e sono sicuro che sarà una gara ancora più difficile rispetto a quella contro il Matera: poi avremo Unicusano Fondi, Juve Stabia, Foggia, Catania. Comunque, in questo momento, non siamo messi male: l’obiettivo è arrivare a gennaio nelle migliori condizioni possibili, poi in quel momento faremo degli interventi sul mercato”.

- Per concludere, qual è il traguardo che vi siete prefissati?
“Togliendo le prime quattro della classifica, che disputano un campionato a parte, siamo in grado di giocarcela con tutte per cui l’appetito vien mangiando. Secondo me ci sono i presupposti per chiudere nella metà alta della classifica: Andria è una piazza tosta ed esigente, non possiamo permetterci passi all’indietro”.

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