Forlì, Gadda a ruota libera: "Noi come Murray e Nadal"

2016-12-02 14:47:48
Forlì, Gadda a ruota libera:
Pubblicato il 2 dicembre 2016 alle 14:47:48
Categoria: Notizie Lega Pro
Autore: Stefania Belloni

Un lombardo trapiantanto da anni in Emilia Romagna, "ma vi assicuro che si tratta di un caso": la storia di Massimo Gadda, allenatore del Forlì, merita un approfondimento perché gli spunti interessanti non mancano. Classe 1963, ex centrocampista che "lavorava sui polmoni" (per citare una famosa canzone di Ligabue), Gadda è stato una bandiera dell'Ancona ma in carriera ha vestito anche le maglie di Milan, Reggiana, Livorno (con cui vinse la Coppa Italia di serie C nel 1986, tra i compagni di squadra anche Massimiliano Allegri), Ravenna, Cesena, Spal e Fano. Il mare Adriatico scorre nelle sue vene, anche nelle vesti di allenatore: Baracca Lugo, Ravenna, Cesena, Bellaria Igea, Giacomense, Fano, Spal. E oggi, appunto Forlì: una piccola realtà alla ricerca di un posto al sole, che dopo un inizio di stagione drammatico sta lentamente risalendo la china.

- Una carriera in riviera: diciamo che poteva andarle peggio.
"In effetti vivo vicino al mare dal 1986, dal mio trasferimento all'Ancona: non mi lamento perché qui si sta bene però è una coincidenza. Io sono nato a Legnano e ho diversi familiari a Busto Garolfo, ma non avrei problemi a spostarmi altrove per motivi di lavoro".

- Parliamo di questa prima parte di stagione: sette sconfitte nelle prime nove giornate, eppure nessuno ha mai messo in discussione la sua panchina. Una rarità nel calcio odierno.
"In realtà abbiamo vissuto quella situazione in modo tranquillo, perché ad inizio stagione sapevamo a cosa saremmo andati incontro: in estate abbiamo fatto domanda di ripescaggio e ci siamo presentati al via con una squadra costruita in ritardo. Si è deciso di partecipare alla Lega Pro con le poche risorse a nostra disposizione, senza indebitarci: il Forlì è un club piccolo che sta crescendo un passo alla volta, per questo non ci siamo fatti prendere dal panico dopo un avvio difficile. Abbiamo continuato a lavorare a testa bassa e adesso abbiamo agganciato le nostre avversarie".

- C'è qualche segreto dietro alla vostra risalita?
"In tanti me lo hanno chiesto, ma in realtà non c'è nulla di particolare: l'ambiente ci è stato di grande aiuto, ma la squadra sta lavorando con lo stesso impegno di sempre. A dire il vero avremmo potuto raccogliere qualche punto in più, togliendo la gara contro il Padova e qualche spezzone qua e là abbiamo sempre offerto buone prestazioni. Sarò sincero, il rischio che il Forlì possa retrocedere a fine stagione esiste, il girone B è pieno di qualità e per certi versi questa cosa mi ha sorpreso, ma ora possiamo giocarcela: il gruppo è cresciuto nonostante i molti giovani, ora siamo una squadra vera".

- Dice di essere sorpreso dalla qualità del girone B, come mai?
"Il nostro è un gruppo durissimo: non c'è l'obbligo di utilizzare i più giovani, tante squadre hanno puntato sugli esperti per cui i giovani che vedo in giro sono davvero bravi. Giocano solo i migliori e questo è un bene: noi, invece, abbiamo l'esigenza di puntare sul minutaggio anche se ci sono alcuni elementi di esperienza come Bardelloni, Capellupo, Cammaroto, Adobati, Conson. Dire che il nostro campionato assomiglia a una B2 non è azzardato, pensando a realtà come Parma, Venezia: secondo me tra la serie D e la Lega Pro c'è un abisso, il salto dalla C alla serie B è molto meno complicato. Comunque, nella peggiore delle ipotesi, il Forlì dovrà puntare a tenerne dietro almeno una, per poi giocarsela ai playout".

- Nel prossimo turno ospiterete il Teramo: classifica alla mano, sarà una sfida salvezza.
"Un match importantissimo, che dovrà darci la consapevolezza della nostra crescita: ma loro hanno tanta qualità e non meritano quella posizione in graduatoria. Comunque, al momento, ci sono tante squadre racchiuse in pochi punti e il girone di ritorno, come sempre dopo il mercato di riparazione, sarà tutto un altro campionato".

- Quali sono secondo lei le favorite per la promozione in serie B?
"Reggiana, Pordenone e Venezia: poi, ovviamente, ci sono altre squadre forti come Parma e Bassano Virtus, ma io punterei su quelle tre. In fondo, invece, c'è una bella lotta: squadre come Mantova e Modena hanno valori importanti, staremo a vedere".

- A Modena hanno appena ingaggiato un mister vulcanico come Ezio Capuano: l'opposto di Massimo Gadda.
"(Ride) In effetti è cosi: lui è un tecnico particolare, però allena da tantissimi anni e conosce bene il calcio, è focoso ma ha anche molta esperienza. Poi ovvio, ognuno è fatto a modo suo: non c'è niente di giusto o sbagliato, fa parte del carattere".

- Se riuscirà a salvare il Forlì come festeggerà?
"Bella domanda, potrei fare qualsiasi cosa: magari un tatuaggio, ma a 53 anni sarebbe strano...no, non credo che lo farò. Di sicuro farò un bel po' di chilometri in bicicletta, io sono un grande fan di ciclismo e ammiravo Gianni Bugno e Giuseppe Saronni. Anche se oggi, oltre al calcio, seguo moltissimo il tennis: sono pazzo di Roger Federer, quanto vorrei vederlo giocare dal vivo".

- Ma il suo Forlì, per salvarsi, dovrà ispirarsi a giocatori come Andy Murray o Rafael Nadal...
"Giusto: dovremo anche noi palleggiare dal fondo e sudare, magari un giorno diventeremo anche noi come Federer anche se non credo. Lui non gioca a tennis, pratica qualcos'altro".

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