Lazio-Bologna: presentazione della partita e pronostico

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 16:00:11
Categoria: Serie A
Autore: Matteo Pifferi

La Lazio di Simone Inzaghi non si vuole più fermare: la recente vittoria contro l'Inter e la conferma di Genova inducono i tifosi a sperare nello scudetto. All'Olimpico è di scena il Bologna del grande ex Sinisa Mihajlovic.

Comincerà con una sfida dall'alto contenuto emozionale, la ventiseiesima giornata del massimo campionato di calcio, quella che, a quanto pare, vedrà metà delle partite giocarsi senza la passione di migliaia di tifosi, in ossequio alle disposizioni ministeriali in tema di prevenzione dal temutissimo corona virus. In un turno nel quale mezza Serie A verrà giocata a porte chiuse, il pubblico ci sarà, pronto a spellarsi le mani, all'Olimpico di Roma quando sabato 27, alle 15, da una parte del campo di sarà la travolgente Lazio di Simone Inzaghi che sta facendo sognare e dall'altra un uomo che il mito delle Aquile l'ha vissuto sulla propria pelle: Sinisa Mihajlovic, oggi allenatore del Bologna.

Un uomo che sta vivendo con coraggio e con tenacia senza pari le traversie dovute ad una malattia che ha cercato, inutilmente, di debellare la resistenza di chi, come Sinisa, è diventato invece il paladino di tutti coloro che danno un calcio alla sfortuna e guardando avanti col petto in fuori. Mihajlovic che anche dal letto d'ospedale è stato il riconosciuto e carismatico leader di un Bologna spesso caparbio e mai domo proprio com'è il suo allenatore. I felsinei arrivano alla sfida dell'Olimpico non certo nel momento migliore. E' quasi un mese che il Bologna non accarezza i tre punti. L'ultima volta fu proprio sul terreno dell'Olimpico quando, era il 7 febbraio, Sinisa e i suoi ragazzi mandarono kappao la Roma di Fonseca. Da quel momento la squadra è stata preda della sfortuna che ha via via tolto dalla scena giocatori importanti nello scacchiere: Dijks, Medel, Sansone, Santander, Soriano, Skorupski... Mihajlovic ha fatto buon viso a cattivo gioco ed ha ridisegnato la squadra affidando le chiavi della porta a Da Costa, insistendo su Tomiyasu, Danilo, Bani e Denswil in difesa, mettendo Schouten e Poli in mezzo alle linee e schierando i giovani talenti Orsolini e Barrow, con Olsen alle spalle dell'immortale Rodrigo Palacio.

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