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"Bonucci non mi ha dato nessuna testata. Sono stato io a spingerlo, per allontanarlo dal giudice di linea". Con queste parole l'arbitro Rizzoli chiude forse definitivamente lo spinoso caso relativo al gesto del difensore della Juventus durante il derby col Torino. Nelle ultime ore il comportamento tenuto nell'occasione dal giocatore bianconero è tornato alla ribalta dopo la squalifica di 4 giornate comminata a Higuain per frasi irriguardose nei confronti del direttore di gara (Irrati).
Bonucci non fu sanzionato dal Giudice Sportivo e a spiegare il perché ci pensa proprio Rizzoli: "Il giocatore ha semplicemente esagerato nelle proteste. Non c'è stata testa contro testa, le immagini non danno il senso vero di quel che è successo. Ci fosse stata la testata, non mi sarei limitato al cartellino giallo".
Premiato a Bologna dalla Fondazione "Dopo di noi onlus", il fischietto emiliano risponde così alle domande su Higuain: "Non entro nel merito dell'episodio e faccio un discorso più ampio sui gesti violenti di molti giocatori. Ho visto un video di violenza inaudita di un calciatore di seconda categoria che, appena espulso, ha rifilato un calcione all'arbitro. Chi gioca in A deve sempre tenere conto che costituisce un esempio per chi sta alla base della piramide".
Secondo Rizzoli, dunque, a cambiare deve essere la mentalità all'interno del mondo del calcio per evitare episodi come quello di Higuain: "C'è troppa esasperazione e scarsa conoscenza delle regole da parte di tutte le componenti del mondo del pallone, noi come arbitri dobbiamo avere l'umiltà di fare il mea culpa quando sbagliamo per migliorare la cultura calcistica. Gli altri (giocatori, dirigenti, allenatori e giornalisti) dovrebbero fare lo stesso".