Italia, O'Shea: "Potenziale indubbio, sono onorato ed eccitato"

2016-03-25 13:32:55
Pubblicato il 25 marzo 2016 alle 13:32:55
Categoria: Rugby
Autore: Redazione Datasport.it

Le prime dichiarazioni, d'ordinanza, sono immediate e servono giusto a presentarsi. Per capire come - e soprattutto se - Conor O'Shea riuscirà a cambiare il rugby italiano, invece, servirà del tempo. Perché al di là di sedersi sulla panchina del XV azzurro per i prossimi quattro anni, il ruolo dell'allenatore uscente degli Harlequins sarà centrale e fondamentale nello sviluppo del rugby italiano. E' questo il motivo, dichiarato dal presidente della Fir Alfredo Gavazzi, per cui è stato chiamato l'ex estremo della Nazionale irlandese, che con Catt e Aboud avrà inizialmente il difficile compito di raccogliere i cocci di una Nazionale uscite a pezzi dal Sei Nazioni.

Quarantasei anni il prossimo 21 ottobre, 35 caps in Nazionale, lasciato il rugby giocato O'Shea ha allenato la sua ex squadra London Irish e poi diretto le Accademie Regionali della Rugby Football Union, prima di approdare, nel 2010, agli Harlequins, guidando il XV inglese al primo storico successo in campionato e mettendo in bacheca anche una Challenge Cup ed una coppa anglo-gallese. "Come ho avuto modo di dire quando ho annunciato che avrei lasciato gli Harlequins - attacca O'Shea - ritengo che la fine di questa stagione rappresenti per me il giusto momento per affrontare una nuova sfida. Sono onorato ed eccitato all’idea di lavorare con tutte le componenti del rugby italiano per sviluppare l'indubbio potenziale che l'Italia ha come nazione rugbistica".

"Negli anni Novanta - prosegue il nuovo commissario tecnico degli azzurri - ho affrontato molte volte una grande Italia e so che, da parte della Federazione e dell'attuale gruppo di giocatori, vi sono la volontà e la capacità per fare sì che questa squadra diventi la più forte Italia di tutti i tempi. Ma questo riguarda il futuro". "Oggi, per me - conclude O'Shea - c'è un lavoro di da finire con gli Harlequins per chiudere la stagione al meglio e, se possibile, portare un altro po' di metallo nella Sala dei Trofei di questa grande Società. Saluterò il club allora, non prima".