Italia, Geldenhuys: "Irlanda sotto pressione, possiamo fare bene"

2016-03-09 14:47:07
Pubblicato il 9 marzo 2016 alle 14:47:07
Categoria: Rugby
Autore: Redazione Datasport.it

Pensava di aver chiuso con la Nazionale. E invece, complice anche l'infortunio al collega di reparto Joshua Furno, Quintin Geldenhuys non solo si è ritrovato nuovamente nel giro azzurro, ma quella di sabato 12 in Irlanda potrebbe essere la partita del suo ritorno da titolare. Nel nuovo Aviva Stadium sorto sulle ceneri del vecchio Lansdowne Road, gli azzurri avranno infatti bisogno di centimetri ed esperienza per arginare un'Irlanda campione in carica ma ancora alla ricerca di vittorie in questo Sei Nazioni 2016. Caratteristiche che il 61 cap sudafricano garantisce al ct Jacques Brunel, alla sua penultima volta sulla panchina  dell'Italia.

"L'Irlanda è sotto pressione - attacca Geldenhuys -, una condizione a cui non è abituata. Dobbiamo aumentare ulteriormente questa pressione una volta che saremo sul campo, abbiamo l'opportunità di andare a giocare una grande partita. Contro la Francia e contro lInghilterra le nostre sconfitte sono state decise da degli episodi. Il drop di Sergio (Parisse, ndr) contro la Francia, l’intercetto contro l’Inghilterra. Contro la Scozia è vero che abbiamo sofferto un po’ di più, ma ora abbiamo la chance di andare a fare una grande partita, di far vedere il nostro gioco all’Irlanda”.

"Fisicamente sto bene - aggiunge il numero quattro delle Zebre -, ho lavorato molto sul fitness ed anche il braccio operato, nonostante un lieve calo di forza, è guarito. Sono felice di essere qui, non sono più giovane e dopo l’infortunio pensavo che la mia esperienza in azzurro fosse finita. Non faccio progetti a lungo termine, voglio solo dare il mio contributo nelle prossime due partite".

In campo potrebbe fare il suo esordio, alla soglia dei 30 anni, il mediano di mischia trevigiano Alberto Lucchese, chiamato da Brunel per al problema costale di Edoardo Gori.  “C’è emozione e non potrebbe essere altrimenti - racconta Lucchese -. Ho trovato un gruppo unito, un bel mix di esperienza e di giovani interessanti. Per me è una buona opportunità, so bene di essere qui solo perché le condizioni di Gori non sono ottimali ma penso, se ci sarà bisogno, di poter mettere sul campo l’esperienza e la sicurezza che ho acquisito in carriera tra l’Eccellenza con Mogliano ed il PRO12 con Treviso. L’esordio? Non ci penso e non è detto. Ma lavoro per essere pronto per quel momento".