Italia, Conte: "Combattere il terrorismo senza paura"

2015-11-17 08:00:31
Italia, Conte:
Pubblicato il 17 novembre 2015 alle 08:00:31
Categoria: Nazionali
Autore: Redazione Datasport.it

L'Italia di Antonio Conte è pronta a tornare in campo martedì sera al Dall'Ara di Bologna in amichevole contro la Romania. Il pensiero di tutti è però ancora rivolto agli attacchi terroristici di Parigi. Sulla strage nella capitale francese è intervenuto anche il ct azzurro:  "Abbiamo vissuto queste ore tutti quanti con grande sgomento, siamo rimasti allibiti per quello che è successo - spiega in conferenza -. Sono fatti di terrorismo che comunque fanno riflettere, che possono ingenerare della paura, ma sono convinto che bisogna combattere contro questi atti inspiegabili, andando avanti senza farsi intimidire da niente e da nessuno, altrimenti la daremmo vinta al male. E questo non deve accadere".

Lo spettacolo deve comunque andare avanti e l'Italia scenderà così in campo contro la Romania dopo la sconfitta per 3-1 in Belgio. Conte, però, valuta in maniera positiva la sfida con i Diavoli Rossi di venerdì scorso: "A Bruxelles abbiamo pagato a caro prezzo delle disattenzioni, ma la strada è quella giusta sotto ogni punto di vista. Domani vogliamo fare una bella partita e a dare continuità a quanto fatto vedere il Belgio. Io spero che la gara di domani sia un'evoluzione di quello che è accaduto in Belgio, dove abbiamo pagato due errori e abbiamo perso per episodi favorevoli a loro e sfavorevoli a noi. Potevamo vincere, abbiamo perso. Io in Belgio ho visto la giusta Nazionale, e questa è la strada da percorrere".

Non poteva infine mancare una considerazione sul suo futuro alla guida della Nazionale dopo gli Europei: "Penso di essermi calato molto bene nella parte di c.t., sotto tutti i punti di vista.Non mi aspettavo di poter fare questo lavoro in così poco tempo con questi ragazzi. E la cosa mi gratifica. Detto questo ci sarà tempo per parlare del futuro con la Federazione. Tanto dipenderà dal risultato, da come le cose andranno. Ho bene in mente quel che è successo un anno e mezzo fa: Prandelli firma il contratto e poi deve dare le dimissioni perché il Mondiale non va bene. Siamo figli del risultato, il lavoro paga, il risultato decide".

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