Inter, Zanetti: "Moratti come un padre per me"

2017-11-04 12:31:07
Inter, Zanetti:
Pubblicato il 4 novembre 2017 alle 12:31:07
Categoria: Serie A
Autore: Danilo Supino

Javier Zanetti è entrato a pieno diritto nella storia dell'Inter. "Mi videro Angelillo, Mazzola e Suarez. Quando mi dissero dell'inter, non potevo credere parlassero di me." Erano 22 anni fa quando un giovane argentino atterrò a Malpensa, con il molto più promettente brasiliano Rambert. Da allora si è impossessato di un posto da titolare, della fascia da capitano e di un meritato ruolo in dirigenza come vice presidente.

"Avevo giocato un anno nel Talleres in serie b, soltanto due anni in Serie A nel Banfield, non avrei mai immaginato che mi capitasse proprio in quel momento questa grandissima opportunità. Pensavo che sarei passato dal Banfield a una squadra più importante in Argentina e magari dopo avrei fatto il salto nel calcio europeo. Quando mi dissero dell’Inter, non potevo credere parlassero di me".Zanetti si è ritrovato in un periodo in cui sulla panchina dei nerazzurri ci sono stati circa 20 avvicendamenti. Alcuni allenatori, però, sono stati particolarmente formativi "Gigi Simoni. Nell’anno in cui abbiamo vinto la Coppa Uefa ha creato un gruppo dai valori umani molto forti. Mi sono trovato bene anche con Cuper. Mourinho è stato importante, al di là di quello che abbiamo vinto in quei due anni, ho trovato una persona diversa da quella che si vede in tv. Oltre la preparazione, l’intelligenza che ha professionalmente, seppe creare un gruppo di grandi uomini. Io credo che nel calcio la qualità e i risultati li fanno le persone. Conta il talento che ognuno di noi ha, però la parte umana è fondamentale". Di intelligenza tattica ne era dotato, oltre che di carisma e personalità da spogliatoio, ma non ha voluto intreaprendere la carriera da allenatore "Perché uno se lo deve sentire. Io sono uno a cui piace lavorare dietro le quinte, nel silenzio e il mio obiettivo è sempre cercare di fare Ion modo che le cose possano funzionare. Mi piace lavorare in squadra e dopo aver smesso mi sono messo a studiare e continuo a farlo. Ho un ruolo importante in società e mi piace operare molto sul sociale. L’Inter in questo ambito è all’avanguardia; lo fa con Inter Campus. Adesso stiamo portando avanti un nuovo progetto che si chiama Inter-community. La settimana scorsa abbiamo visitato i bambini negli ospedali oncologici".

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