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Non è davvero un momento sereno per l'Inter, sia dentro che fuori dal campo. Tra una Champions che, dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa, si fa sempre più lontana, e la ricerca di nuovi soci investitori da parte di Erick Thohir - pronto a incontrare una cordata cinese interessata a rilevare il 20% del club - la società nerazzurra si trova improvvisamente a fare i conti anche con un presunto caso di spionaggio. Secondo quanto riportato da Repubblica, infatti, una decina di giorni fa l'amministratore delegato Michael Bolingbroke avrebbe trovato una cimice sotto una scrivania in un ufficio della sede mostrandola agli esterrefatti dipendenti.
Coincidenza vuole che il colpo di scena sia avvenuto durante una riunione nella quale il dirigente nerazzurro stava sottolineando proprio l'importanza della riservatezza, invitando i dipendenti a non comunicare le strategie societarie all'esterno. A quel punto, rivolgendosi alla platea, Bolingbroke avrebbe mostrato un aggeggio molto simile a quelli che vengono solitamente utilizzati per le intercettazioni ambientali. Il caso, che ancora non trova conferme ufficiali, lascia naturalmente campo a diversi interrogativi. Due su tutti: chi avrebbe interesse a piazzare una cimice nella sede dell'Inter? E per carpire quali segreti? Solo il tempo dirà se questa spy story nerazzurra vivrà altre puntate.