Inter, Icardi: "Stiamo lavorando benissimo"

2017-10-26 20:40:55
Inter, Icardi:
Pubblicato il 26 ottobre 2017 alle 20:40:55
Categoria: Serie A
Autore: Danilo Supino

"Io mi vedo qui, voglio vincere qualcosa con questa maglia". È arrivato a Milano che era Maurito, ora Icardi è cresciuto ed è ormai l'uomo simbolo dell'Inter. Ci ha lavorato per quattro anni, presentandosi con 22 gol in campionato alla prima stagione. Poi è arrivata la fascia da capitano, pesantissima con la critica a dargli addosso per la sua giovane età. L'attaccante argentino ha risposto migliorandosi, divenenendo uomo squadra e non solo rifinitore.

"Inter in alto grazie alla fortuna? No, non sono d'accordo. Stiamo lavorando benissimo, fin dal primo giorno di ritiro. Spalletti è un allenatore attentissimo. L'obiettivo stagionale? Chiarissimo per tutti: la Champions League". Non si parla di scudetto, non è scaramanzia, ma umiltà. Bene le partite contro Napoli e Sampdoria, ma annunciare la lotta scudetto sarebb un po' troppo.

C'era un'altra proprietà quando Maurito è stato acquistato. "A Milano grazie soprattutto a Moratti, mi ha voluto più di chiunque altro. Ha puntato su di me quando avevo 19 anni insieme a Piero, il quale parlò con mio padre e il mio agente dell'epoca. Loro sono stati gli artefici di quella operazione". Ora Icardi si è guadagnato la fascia da capitano, la maturazione non è completa come lui spesso afferma, ma è un ruolo che non pesa "Non è un compito difficile, ho la personalità per farlo senza alcun problema: essere il capitano dell'Inter è la mia missione. E ne vado molto orgoglioso".

La stagione 2016/17 non è stata di certo una delle migliori per i nerazzurri, tanto da ricordare gli anni '90 e le indecisioni in panchina. L'Inter arrivò alle porte della primavera con notevoli difficoltà fisiche e mentali "L'anno scorso, dopo la pausa per le Nazionale di marzo, ci siamo ritrovati 'smarriti', diciamo 'persi'. Ero arrabbiatissimo in quel periodo, tornavo a casa sempre di cattivo umore".Infine, uno sguardo al futuro "Io mi vedo qui, voglio vincere qualcosa con questa maglia. A 40 anni non sarò nel mondo del calcio, sono diverso da Totti: non sarò un allenatore o un dirigente, nessuno dei due mi piace come ruolo. Magari farò il padre a tempo pieno".

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