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Inter, Cassano: "Per il Milan non ero importante"

Pubblicato il 2 ottobre 2012 alle 08:30:35
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

"Al Milan non mi facevano sentire importante. Volevo giocare, o almeno che fossero chiari con me". Antonio Cassano, protagonista di un ottimo inizio di stagione con la maglia dell'Inter, torna a pungere la sua ex squadra dalla quale si è separato in estate. L'attaccante pugliese, ai microfoni del programma di Mediaset 'Undici', come al solito non le manda a dire: "Ho un ottimo rapporto con alcuni ex compagni, li sento spesso: sono in contatto con Ibrahimovic, Yepes e Tassotti. Zlatan devo ringraziarlo in particolare, perché se non ci fosse stato lui a sponsorizzarmi non so quanto avrei giocato. Galliani no, di lui non parlo".

Numeri alla mano, tuttavia, la tesi di Cassano non regge. La scorsa stagione al Milan Fantantonio aveva collezionato 16 presenze in campionato, 11 delle quali da titolare, e 3 in Champions League nella fase a gironi. Nel computo va ovviamente considerato il lungo periodo di assenza forzato per i problemi al cuore che lo tennero lontano dai campi per ben 21 giornate, dal 29 ottobre 2011 (decima di campionato) al 7 aprile (31esima). Di fatto, l'unica partita di campionato nella quale Cassano è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti nonostante fosse a disposizione di Allegri, è stata Chievo-Milan 0-1 valida per la 32esima giornata.

Domenica c'è il derby e Fantantonio non si aspetta di sicuro una bella accoglienza dai suoi ex sostenitori: "So che i tifosi rossoneri mi fischieranno, ma io li ho sempre ringraziati per il sostegno durante i momenti negativi della mia carriera. Purtroppo se ho litigato con loro è colpa di qualcuno. Per quanto riguarda Pazzini, non penso a chi abbia fatto l’affare e chi no: lui è un amico e spero possa fare bene, anche se non ci sono più io a dargli i palloni. Di sicuro i rossoneri hanno perso molto con la partenza di Thiago Silva: Ibra faceva gol, ma Thiago per la squadra era più importante".

Non manca una battuta sulla Nazionale. E anche qui Cassano non usa giri di parole: "Nel 2006 Lippi è stato onesto, mi ha chiamato per dirmi che non avrei fatto parte della spedizione in Germania. Nel 2010 invece mi sa che è stato qualche giocatore a parlare male di me a Lippi. Ora sto bene, ma deciderà Prandelli se sarò all’altezza della maglia azzurra. Sono l’uomo degli Europei, ma sogno di giocare il Mondiale in Brasile".