Il Coronavirus ferma tutto: dalla Serie D a Milano. L'analisi

2020-03-17 12:55:59
Il Coronavirus ferma tutto: dalla Serie D a Milano. L'analisi
Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 12:55:59
Categoria: Serie D
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In Abruzzo si ha il terrore del bollettino “di guerra” che, ogni giorno, snocciola la Protezione Civile. Tutta la Regione, a partire dalle alte cariche dirigenziali, si dichiarano solidali con le prime zone rosse conclamate, nelle ultime settimane, di Milano, Bergamo e Brescia. Il Nord, il Centro e il Sud d’Italia sono solidali tra loro, al di là di ogni competitività politica e/o sportiva. Il presagio di una tragedia epocale non lascia il posto a ogni tipo di bassa rivalità che ci potrebbe essere.

In Abruzzo vi sono 137 positivi al COVID-19 dichiarati e/o ricoverati nei reparti di rianimazione infettiva, secondo gli aggiornamenti del 15 marzo 2020, distribuiti per province: 15 a L’Aquila, 30 a Chieti, 87 a Pescara e 10 a Teramo. Zone a rischio, in Abruzzo, vengono ritenute dagli addetti ai lavori: Ortona – in particolare Villa Caldari –, Crecchio e Penne. Altra zona rossa con focolai da tenere sotto controllo è stata dichiarata dagli esperti è quella della Val Fino (provincia di Teramo) – nella quale ci si sta chiedendo se si debba istituire la zona rossa speciale –; inoltre zone rosse sono diventate le seguenti cittadine Castiglione Messer Raimondo (TE), Elice (PE), Arsita (TE), Bisenti (TE), Montefino (TE), Castilenti (TE). Altri sviluppi della pandemia del coronavirus in Campania. Tutte le autorità mostrano la propria preoccupazione per l’incolumità della popolazione. La Chiesa rispetta compatta le direttive sanitarie: pertanto, le sante messe vengono trasmesse tramite i social media, tra cui Facebook e Youtube – si usa così la tecnologia –. L’arcivescovo della diocesi Chieti -Vasto, Bruno Forte ha trasmesso la messa dalla Curia di Chieti su «Misericordia TV».

Quindi, anche l’Abruzzo rispetta le direttive dell’Istituto Superiore della Sanità e del Governo attuale, Chiesa al seguito, a causa dello stato di necessità. Persino le cerimonie funebri sono diventate occasioni di contagio al coronavirus. Dobbiamo necessariamente limitare ogni forma di evento sociale come questa – “manc’ pe’ piagne”– per il bene comune. La prima cerimonia funebre via streaming in Abruzzo è avvenuta l’11 marzo a Cugnoli. Proprio nella giornata dell’11 marzo suddetta, contemporaneamente a Milano, lo sguardo dell’arcivescovo della diocesi ambrosiana, Mario Delpini, si è alzato dalla piazza del Duomo verso la “Madunina” per fare una preghiera speciale di intercessione a favore dei milanesi. Mentre si attende che questo miracolo si debba ancora compiere, i cuori degli italiani vengono confortati ulteriormente dall’infinita fede in Dio di Papa Francesco. Un pellegrinaggio di intercessione anche a Roma è stato eseguito da Papa Francesco, classe 84, sprezzante dei pericoli del coronavirus, a favore del popolo italiano. La “Santa Maratona” eseguita alla perfezione e senza mascherina dal Pontefice, prima a Santa Maria Maggiore, poi nella chiesa di San Marcello – simbolica per custodire il crocifisso che ha salvato l’Italia dalla peste nel 1600 –. Si chiede un miracolo concesso dal cielo perché il Coronavirus ha stravolto i riti religiosi, oltre che la vita di ognuno di noi. Il Milan in serie A – con Zvonimir Boban fuori dai giochi per questioni di vedute sportive non conciliabili con quelle dell’amministratore delegato Ivan Gazidis del 3 marzo – è in quarantena come le altre squadre. La squadra di Stefano Pioli ha offerto un programma d’allenamento da realizzare a casa: esercizi a corpo libero, corda, cyclette e tapis-roulant. I tesserati rossoneri verranno monitorati “da lontano” dai medici del club per contrastare l’abbassamento delle difese immunitarie.

Infaticabili ed encomiabili anche il personale medico e paramedico impegnato nello sport. Con rammarico si apprende la notizia che questa piaga sociale ha intaccato la salute di un ennesimo medico, questa volta, della serie D, girone D, che seguiva il Mantova. Il cardiologo Ballardini dal 14 marzo è in quarantena, o a casa anche lui. Le vicende locali cominciano a somigliare alle vicende europee. In quarantena anche tutta la squadra del Valencia, la quale è stata battuta, nell’ultimo scontro, dall’Atalanta in Champion League. Ezequiel Marcelo Garay, difensore argentino del Valencia, è positivo senza aver partecipato alla partita Valencia - Atalanta (Champion League) del 10 marzo scorso. Garay, fermo già da febbraio per la rottura del legamento crociato del ginocchio destro, saltò infatti la doppia sfida degli ottavi di Champion League con l’Atalanta – non è la squadra “untrice” di Covid-19! –.

– Está claro que el 2020 lo empecé con malapata – scrive sul proprio canale Instagram Garay e riconosce sia l’inizio col piede sbagliato dell’anno 2020 sia la necessità di – de momento estar aislado – restare in isolamento per la propria incolumità e per quella degli altri. L’Atalanta ha disposto per precauzione la quarantena per i propri tesserati. Niente allenamenti per la neo- classificata in Champion League neroazzurra: in comunicati ufficiali si informa della ripresa degli allenamenti per il prossimo 24 marzo – previsione poco attendibile –; più sicura la conferma della Società dell’Atalanta riguardo la conferma della “terapia” sotto forma di “isolamento domiciliare”, “a seguito della positività di più tesserati del Valencia CF” per l’emergenza del coronavirus.

 

Stop agli allenamenti di gruppo e alle partite anche per il Chieti calcio dunque.

Dall’ultimo comunicato stampa della Società del «Chieti FC 1922» nel quale i dirigenti annunciarono il proprio rammarico per la prestazione non decorosa dei propri calciatori, mettendo in dubbio la dignità professionale degli stessi in quanto hanno dato prova di poco impegno nelle prestazioni riguardanti il girone di ritorno del campionato in atto (serie D, girone F). Il Presidente Mergiotti, con il consenso della Società, a ragion veduta, impose il silenzio stampa nello scorso 28 gennaio. Il Chieti calcio si trincerò dietro questa decisione anche per evitare i labili rapporti con i politici troppo interessati alle Comunali – in quel periodo scorso suddetto – rispetto alla restituzione delle chiavi dello Stadio Angelini non ancora finito di ristrutturare. Di Primio, quindi, il primo cittadino di Chieti non può darsela a gambe: il suo mandato terminerà a ottobre, invece che tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Con lo slittamento delle elezioni amministrative all’autunno prossimo, Umberto Di Primio continuerà ad amministrare la città, riunendosi via skype con gli assessori. Il sindaco di Chieti curerà le gare d’appalto per evitare ulteriori perdite, i servizi di spesa e dei farmaci a domicilio tramite la Protezione civile e alcune associazioni di volontariato.

Con il dpcm emesso il 9 e il successivo più restrittivo dell’11 marzo dal premier Conte, oltre le scuole, hanno chiuso tutte le attività commerciali ad eccezione degli alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole e benzinai. Non posso parlare adesso delle staffette di solidarietà, ma avviserei comunque la popolazione di eventuali azioni di sciacallaggio che potrebbero sfruttare i canali della necessità, del volontariato e della troppa fiducia nel prossimo. Ora si sta parlando di approvvigionamento delle attrezzature medico-sanitarie per l’instancabile personale. Lo Stato italiano si sta attivando. Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, è stato nominato commissario straordinario dal premier Conte, il quale lavorerà per curare la produzione e la distribuzione di attrezzature per la terapia intensiva e sub-intensiva.

Sempre l’11 marzo – data dalla quale il tessuto sociale, lavorativo, politico-commerciale si è letteralmente paralizzato in Italia – Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha lanciato un videomessaggio di vicinanza agli italiani: «Siamo tutti italiani». Tempo di dichiarare la propria solidarietà dalla realtà europea è stato un “attimo” prima di dichiarare l’adozione del “modello italiano” in Francia e in Spagna per sconfiggere il nemico invisibile, il COVID-19. Stop alle manifestazioni sportive – «a malincuore … e parlo per tutti gli italiani» – ha aggiunto con un filo di voce, a denti stretti, il premier Giuseppe Conte – e del campionato, a partire dalla serie A sino alla Lega dei dilettanti. L’11 marzo il premier Conte ha lodato gli italiani per la responsabilità con la quale stanno rispettando le norme straordinarie vigenti. La voce di Vincenzo Spadafora irrompe in questo cicaleccio mediatico in quanto ministro per le Politiche giovanili e lo sport nel secondo governo Conte. Spadafora ha dichiarato di impegnarsi per non perdere il campionato nella programmazione del dopo-coronavirus: «nessuno deve chiudere. Coni, Cip e Federazioni possono compiere questo primo censimento per permetterci di lavorare da subito» («La Gazzetta dello Sport», 12 marzo 2020). Inoltre il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, riunitosi il 9 marzo – si precisa in video conferenza a causa dell’emergenza del coronavirus –, ha sospeso “tutte le attività sportive fino al 3 aprile”. Poi, si precisa, in altri successivi comunicati, incomprensibilmente, che le sedi – quali uffici centrali, regionali, provinciali, distrettuali e zonali – della LND saranno chiuse fino al 21 marzo: ci si aspetta ulteriori proroghe della suddetta Lega e/o almeno ci si aspetta ulteriori comunicati nei quali assicurino che abbiano finito di sanificare tutti gli ambienti di lavoro a causa dell’emergenza del COVID-19. Inoltre la LND precisa che i comunicati ufficiali verranno emanati dai propri canali ufficiali, minacciando di conseguenze giudiziarie gravi tutti gli altri organi non competenti, qualora decidessero di fare annunci apocrifi non autorizzati (www.lnd.it è il sito autorizzato). Mentre tutta l’Italia si prepara a combattere una minaccia visibile – e/o la sta contrastando – unicamente con potenti microscopi elettronici e ionici, chiamato Coronavirus, il Chieti, già imbavagliato dal silenzio stampa, viene bloccato dalle circostanze non favorevoli e tragiche. Solo il social media manager del Chieti FC fa strappare un sorriso ai tifosi, quando, alcuni giorni fa, si è tagliato i capelli in diretta Instagram in casa, “in mancanza del suo barbiere di Chieti”, gridando “io resto a casa ragà”.

Spero di scrivere di nuovo notizie migliori “dal fronte” – ma, in realtà, è casa mia –. Spero di poter scrivere che sia arrivato il vaccino. Un unico imperativo bisogno ora ci compete di preoccuparci di preservare la comunità italiana e/o europea come fossimo ognuno di noi dei condottieri: «Veni, vidi, vici». Giulio Cesare, nel 48 a.C., vinse così la guerra contro Farnace, re del Ponto, senza troppi giri di parole (dopo la battaglia di Zela). Spero dunque di poter affermare, senza troppe frasi di circostanza, che la pandemia – dichiarata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) – venga debellata fra poche settimane, com’è accaduto in Cina.

I siti web autorizzati a reperire informazioni sul coronavirus sono i seguenti: www.protezionecivile.gov.it; www.salute.gov.it.

Grazie della Vostra attenzione e del Vostro affetto.

ContinuaTe a seguirci.

Katiuscia Lalla

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