Ibra e difesa: è Ringhio Milan

Pubblicato il 6 marzo 2011 alle 09:55:36
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Ci sono le sintesi perfette. Il Milan che ha sbancato Torino e che ha dato un altro schiaffo alla Juve già piena di cerotti: Ibrahimovic solista fantastico, Nesta e Thiago Silva ministri della Difesa. Quindi, un Milan Ringhio che capitalizza il ritorno al gol di Rino Gattuso per superare uno degli ostacoli più alti da qui alla conquista del tricolore.

Zlatan ha confermato ancora una volta di essere l’uomo-scudetto migliore al mondo. Può sbagliare un gol, come gli è successo in avvio di partita, ma poi trova mille modi per farsi perdonare. Gioca per tutti, mai da solo, ha un occhio di riguardo per i compagni, si carica la squadra sulle spalle, la fa rifiatare quando è necessario entrare nel porto della vittoria. Sarà un caso, ma non lo è, che con l’arrivo di Ibra, il Milan abbia imparato ad essere più concreto. E mi fanno sorridere quelli che hanno sostenuto e magari continueranno a sostenere “con uno come Ibra la squadra gioca peggio”. Gioca peggio cosa? Conta l’arrosto, non il fumo che si alza e che manda in rovina qualsiasi voglia di badare al sodo.

I ministri della Difesa sono fantastici. Una volta si diceva: il Milan incassa troppi gol, il reparto andrebbe rifondato, bisogna prendere i giovani. Thiago Silva è ancora un ragazzo, ma agisce con la perizia di uno specialista collaudato e consumato del ruolo. L’altro ministro, alias Sandro Nesta, è un fenomeno in tutto e per tutto: con il pallone e senza il pallone, nelle diagonali e nell’impostazione complessiva. Il Milan non deve rifondare il reparto - intanto presto avrà Mexes, mica l’ultimo della compagnia - ma pensare piuttosto a rendere più competitive le fasce. Anche se Abate cresce a dismisura, sta diventando bravo tatticamente ed ha centrato un salto di qualità importante nei primi trenta metri, lui che era originariamente un cursore offensivo.

Sono particolarmente felice per il mio quasi compaesano Rino Gattuso. Quel gol di sinistro gli permette di cancellare il gusto amaro delle ultime delusioni, non ultima la scena da Far West con Joe Jordan. In quell’occasione lo ritenni indifendibile e non mi rimangio certo il giudizio. Ma Gattuso è uno che sente tutto, che vive per la causa, che viaggia sull’onda di un istinto spesso sfrenato o eccessivo. Ma che difficilmente tradirà, anche se dovesse commettere qualche altra sciocchezza. Abituato a un centrocampo di professori, ora ha scoperto Van Bommel: che sia il benvenuto.