Fuori anche il Milan: calcio italiano in picchiata

2011-03-10 00:00:07
Pubblicato il 10 marzo 2011 alle 00:00:07
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Tratto dal blog di Mister X

Ieri la Roma, stasera il Milan, anche se a testa alta. Pensavamo che l'annus horribilis del nostro calcio fosse stato il 2010, dopo il disastro dell'Italia di Lippi in Sudafrica. Ma, a livello di club, il peggio doveva ancora venire: grazie ai pessimi risultati nelle coppe internazionali, a partire dal 2012-2013 il calcio tricolore avrà soltanto tre rappresentanti in Coppa dei Campioni. Ora non ci resta che l'Inter, detentrice del trofeo e martedì prossimo di scena a Monaco di Baviera. Intanto l'Europa prende a calci il nostro football e ce lo meritiamo.

Nell'ex Coppa Uefa, soltanto il Napoli ha salvato l'onore, uscendo nei sedicesimi per mano del Villarreal. Prima, Juve, Palermo e Samp si erano fatti buttare fuori addirittura nella fase a gironi. In Champions c'è stata l'orrenda figura ucraina della Roma prima che a White Hart Lane la capolista della serie A si battesse con determinazione pari all'inconcludenza. Il Tottenham ha costruito a San Siro la qualificazione ai quarti, difesa a Londra con una tattica catenacciaro-difensivistica degna della miglior scuola italiana Anni Sessanta. Tant'è.  L'orgoglio non basta quando Ibrahimovic, Pato e Robinho ti lasciano a piedi, nonostante Seedorf faccia bene il vice-Pirlo e, dall'altra parte, ci sia una squadra tatticamente bene organizzata che non risente nemmeno dell'iniziale assenza di Bale, in campo nella ripresa. Gomes ha parato una punizione di Ibra, Gallas ha salvato sulla linea, Gomes ha respinto una conclusione di Robinho, Gomes non ha sofferto più ed è finita in parità.

Eppure, il Milan se l'è giocata. Ci ha provato. Ha contato 17 conclusioni verso la porta del Tottenham, ma soltanto 3 sono finite nello specchio. In Europa, i rossoneri hanno segnato troppo poco: 4 gol Ibrahimovic, 2 Inzaghi prima di  infortunarsi, 1 Ronaldinho che in questi giorni ha ballato il samba al carnevale di Rio. Dopo avere vinto la Champions nel 2007, il Milan non è più riuscito ad infrangere il tabù degli ottavi di finale e delle squadre inglesi. Nel 2008 l'ha eliminato l'Arsenal, nel 2010 il Manchester United, adesso il Tottenham. Nulla può essere rimproverato ad Allegri che ha schierato la migliore formazione possibile, considerato che Cassano e Van Bommel non possono giocare in Champions, che Gattuso è squalificato, che Ambrosini, Inzaghi e Pirlo sono indisponibili. Ecco, Pirlo. Se fossimo Galliani, prima di lasciarlo andare alla Juve o al Chelsea, non faremmo i tirchi sul rinnovo del contratto del bresciano. Anche perchè, in giro non c'è un altro Pirlo. Ora al Milan rimangono due obiettivi: lo scudetto e la Coppa Italia. In attesa di sapere che cosa farà l'Inter con il Bayern.

Il calcio italiano scivola sempre più in basso nella classifica Uefa, i suoi stadi fanno pena e sono i peggiori del globo, la sua giustizia sportiva ha ritmi tartarugheschi e costumi tartufeschi, ma niente paura. All'orizzonte si staglia la sagoma inconfondibile dell'uomo che risolverà tutti i problemi. E' il nuovo che avanza. Si chiama Franco Carraro, costretto a dimettersi dalla presidenza della Federcalcio nel 2006, allo scoppio di Calciopoli. Ha fatto sapere che, se tutti saranno d'accordo, accetterà di tornare presidente della Lega, con la benedizione di Adriano Galliani, suo grande elettore e il placet di Juve e Inter. Carraro ha 71 anni. Abete che è stato il suo vice in Figc per dieci anni, ne ha "soltanto" 60. Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha 64 anni ed è presidente del Coni dal 1999. Poi c'è Mario Pescante, 71 anni, ex presidente del Coni, neopresidente del comitato promotore della candidatura di Roma ad ospitare i Giochi 2020.  Considerato che il capo del governo ha 74 anni e il Presidente della Repubblica ha 85 anni, il nostro sport ha un solo motto. Largo ai giovani.

di Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
http://club.quotidiano.net/blog/mister_x