Fratellanza. La storia di Luz Long e Jesse Owens

2017-10-04 19:07:55
Fratellanza. La storia di Luz Long e Jesse Owens
Pubblicato il 4 ottobre 2017 alle 19:07:55
Categoria: Sport in TV
Autore: Redazione Datasport.it

Intervistato alla vigilia dei giochi a Berlino, Owens dichiarò: “Ho intenzione di portare a casa 3 medaglie: 100 mt, 200 mt e salto in lungo”. E di medaglie non ne prese tre, ma quattro, anche nella staffetta 4x100. La seconda puntata di “Federico Buffa racconta Jesse Owens” dal titolo, Hitler vs Owens ci porta direttamente in pista raccontandoci non solo l’impresa agonistica del campione americano o l’annosa questione del saluto di Hitler. Lo sguardo dello storyteller, ed anche il nostro, si sofferma, invece, sull’amicizia nata tra Owens e Luz Long, il migliore atleta tedesco.

Luz Long, l’ariano, figlio del nuovo umanesimo, si rese protagonista di un gesto di sportività non comune; Owens, quel giorno, il 4 agosto, era impegnato su più fronti: doveva affrontare la gara di salto in lungo, che si sarebbe svolta durante tutto l’arco della giornata e contemporaneamente aveva anche le batterie dei 200 mt. Distratto per la simultaneità delle gare, Owens fece due nulli nel salto, mettendo così a repentaglio la sua qualificazione. Luz Long allora gli suggerì di partire più indietro di circa 30 cmt. e di anticipare il salto. Seguendo i suoi suggerimenti Owens si qualificò per la finale e vinse l’oro, lasciando l’argento al tedesco.

Le immagini di repertorio li vedono insieme a fine gara, con il tedesco a congratularsi con lui, alzandogli il braccio, in segno di vittoria. Un’amicizia, la loro, nata a dispetto del contesto storico politico che voleva la Germania in rotta con gli Stati Uniti, un’affinità che emerge e si impone aldilà del colore della pelle, una fratellanza generata dalla grande passione per lo sport.

Buffa, racconta e riesce a farti emozionare con la sua parola evocatrice, fa sì che il ricordo non resti passato ma diventi presente, eredità da ri-vivere. E ci regala storie di vite straordinarie.

Articolo scritto da Pupi Paris

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