Fair play finanziario, ma Roman lo sa?

2011-02-09 11:08:46
Pubblicato il 9 febbraio 2011 alle 11:08:46
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Lo chiamano fair play finanziario, ma forse non tutti sanno cosa sia. Il fair play finanziario, illustrato e magnificato da Michel Platini, dovrebbe entrare in azione dal 2013. Dico dovrebbe perché quando si parla di cose futuristiche io freno un po’: mancano due anni, in due anni può cambiare il mondo. E’ un tentativo molto chiaro di calmierare il mercato del calcio (ammessi mediamente solo cinque milioni di deficit). E’ un tentativo evidente, in fondo saggio,di tutelare il bilancio, di evitare il rosso fuoco. In sintesi: io devo spendere in base agli incassi, non posso sforare in libertà, non è giusto appesantire i conti e mandare tutto in rovina. Attenzione al particolare: monitoraggio già dalla stagione 2011-2012, simile puntualizzazione ci aiuterà non poco in quest’analisi.

Fatta l’indispensabile premessa, e fidandomi dell’ottimismo di Platini, ci sono diverse cose che non mi quadrano. Esempio: di Massimo Moratti l’estate scorsa si è detto che non ha voluto aprire la cassaforte proprio per prepararsi al fair play. Cinque mesi dopo la cassaforte l’ha aperta, eccome, per portare a casa prima Ranocchia e poi Pazzini, tanto per citare le operazioni più onerose e significative. Quindi, cosa significa prepararsi? Mi sembra un verbo buttato lì, senza troppa cognizione di causa. E senza riscontri davvero all’altezza.

Se andiamo a spaziare sul territorio europeo, troviamo ulteriori – inquietanti – indizi. Prendiamo Roman Abramovich: gli è tornata la voglia. Fino a non troppi mesi fa si era fermato, il mercato gli interessava poco, non c’erano colpi degni del suo sterminato patrimonio, pensava a collezionare panfili. Ma si sa come funziona, prima o poi sei di nuovo operativo. E il mitico Abramovich ha già staccato un assegno (chiamiamolo così) da quasi 85 milioni di euro per regalare a Carlo Ancelotti due figurine rare: Fernando Torres e David Luiz, un attaccante e un difensore per mettere a posto il Chelsea.

Non contento, Abramovich continua a correre contromano sull’autostrada. Parlano di un’offerta di circa 58 milioni di euro (avete letto bene…) all’Arsenal per Cesc Fabregas, in modo da anticipare una concorrenza che si chiama Real Madrid e Barcellona. E siccome vuole acciuffare uno dei migliori talenti brasiliani, pensa di iscriversi all’asta per Paulo Henrique Ganso, magari in sensibile ritardo sul Milan. Quanto proporrebbe Roman al Santos? Dai 35 milioni in su, quando scende in campo Abramovich non ci sono limiti.

Insensibile alle nuove norme in arrivo, Abramovich potrebbe obiettare: sono soldi miei e li spendo come mi pare. Giusto, ma non sarebbero nello stesso tempo soldi del Chelsea? E il fair play finanziario? Pura declamazione verbale, ne vedremo delle belle.