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F1, Gp Bahrain: il commento

Pubblicato il 21 aprile 2013 alle 17:17:33
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Redazione Datasport.it

F1, guarda lo speciale: classifiche, notizie, calendario e dirette Chi c’era, uno stregone? Una maledizione? “In Malesia non erano sicuri se fosse stato un errore o la sfortuna, qui penso non ci siano dubbi di cosa si sia trattato”. Secca e significativa l’analisi di Alonso, che riassume così i problemi Ferrari di Sahkir. Una corsa stregata, che ha visto le due Rosse soccombere sotto i colpi di quella che, secondo Enzo Ferrari, “Non esiste”. Doppio problema al Drs per Alonso, doppia foratura per Massa ed ecco che la fiducia derivata dal buon risultato delle qualifiche viene spazzata via, in un batter d’occhio. Inutile dire che la corsa delle vetture di Maranello è stata un calvario, che però ha dimostrato una volta di più tutto il talento di Fernando: nei primi giri, con un mezzo miracolo, perde relativamente poco con l’ala aperta (vero che in rettilineo il vantaggio c’era, ma in curva?), sprofonda in fondo al gruppo e risale fino all’8° posto, con una rimonta fatta tutta di sorpassi “veri”, senza aiuti elettronici. Il vero problema, è che la classifica si fa pesante. Senza Alonso, per Vettel è stato un gioco da ragazzi portare a casa il Gp, che lo proietta sempre più in testa alla classifica con 10 punti di vantaggio su Raikkonen, ottimo 2° davanti a Grosjean. Le rivali più temibili hanno avuto via libera, con la Red Bull del tedesco sempre in testa in solitario, mentre si concretizzava la rimonta delle due Lotus, che ancora una volta dimostrano quanto anche per loro la gara sia il punto di forza. La Ferrari conclude questa prima parte di stagione con addirittura 30 punti di ritardo nella classifica Piloti e 32 in quella Costruttori. Strano che lo scorso anno, con la modesta F2012, Alonso fosse a meno 10, mentre oggi, con una macchina “200 volte meglio”, abbia 30 punti in meno del rivale. Una mazzata che potrebbe distruggerti. Ma la Ferrari ha fatto storia proprio con le sue rimonte, con le sue imprese impossibili, che hanno creato il mito del Cavallino Rampante. Come accade ormai da qualche anno, a Maranello bisogna reagire. Per l’ennesima volta.