Editoriale: Ruiz e Fernandez, le scelte felici di un Napoli che vola

2011-01-23 21:11:29
Pubblicato il 23 gennaio 2011 alle 21:11:29
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

di Xavier Jacobelli, direttore di www.quotidiano.net.

Per capire dove possa arrivare il Napoli, basta una frase di Marek Hamsik: «Io e Cavani siamo dell’87, Lavezzi è dell’85. Un tridente d’attacco così giovane, in Italia non ce l’ha nessuno». Sinora, in campionato Cavani ha segnato 14 gol, Hamsik 7, Lavezzi 5. Ieri a Bari, l’argentino è stato sontuoso: ha firmato l’1-0 e ha dettato a Cavani l’assist del raddoppio. Il Napoli è la seconda forza del torneo, ha il diritto di sognare lo scudetto e il dovere di crederci perchè non è né il frutto di una congiuntura astrale positiva né un prodigio divino. Piuttosto, è il risultato di un lavoro quinquennale compiuto con serietà e lungimiranza; di acquisti oculati; di un gruppo solido, cementato da Mazzarri; del coraggio di De Laurentiis, che ha preso il club in serie C e l’ha riportato ai vertici del calcio italiano con una determinazione feroce e una serie di investimenti azzeccati. I fasti dell’Era Maradona sono custoditi nella memoria di una tifoseria che oggi non si concede voli pindarici, non chiede la Luna, ma si prepara ad accogliere l’Inter, mercoledì 26 gennaio, in Coppa Italia, con l’entusiasmo e la passione dell’età dell’oro.

Lo stesso obiettivo che è stato centrato sul mercato invernale (Victor Ruiz, 22 anni, difensore dell’Espanyol) dimostra come le scelte partenopee privilegino i giovani talenti. Lo ribadisce anche la scelta di Federico Fernandez, 21 anni, il difensore centrale dell’Estudiantes che arriverà in giugno. Il Napoli gioca un calcio moderno, catalizzato dal Tridente che non dà punti di riferimento agli avversari. Il Napoli ha creduto in Cavani molto più di quanto non ci abbia creduto l’Inter: tant’è vero che Moratti, nei giorni scorsi non ha nascosto il proprio rammarico per l’affare che poteva essere e non è stato (e, per amor di patria, non infieriamo su Branca il quale aveva in mano anche Hernanes e non l’ha preso). Del Napoli è piaciuto anche l’atteggiamento che ha contraddistinto sinora la sua partecipazione all’Europa League. Mentre Juve, Samp e Palermo ne sono stati malinconicamente buttati fuori, con le unghie e con i denti i partenopei hanno strappato la qualificazione ai sedicesimi di finale, dove affronteranno il Villarreal di Giuseppe Rossi. I sessantamila spettatori che mercoledì accoglieranno l’Inter al San Paolo non sono più soltanto un atto di fede nelle scelte societarie. Sono la prova di forza di una città che ha ritrovato nella sua squadra un simbolo vincente. Con il quale prendere a calci quelli che, invece, dovrebbero sotterrarsi nella spazzatura.