Editoriale: quel fenomeno dell\'Udinese

2011-03-06 19:21:09
Pubblicato il 6 marzo 2011 alle 19:21:09
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

L'Udinese schiacciaprimati (Guidolin meglio di Zaccheroni, questa serie di risultati utili consecutivi non era riuscita né a Zaccheroni, artefice dello storico terzo posto né a Spalletti, che alla fine si piazzò quarto) non è il frutto di una congiuntura astrale favorevole e nemmeno di un prodigio divino. E' il terminale di un lavoro serio e programmato, di un'organizzazione societaria modello, di una gestione oculata del bilancio, di una formidabile rete di osservatori che permette di scovare un talento come Sanchez pagandolo poco più di 2 milioni di euro e valorizzandolo a tal punto da superare la stratosferica quotazione attuale di 40 milioni di euro.

Il fenomeno Udinese fa onore al calcio italiano e ripropone in prima pagina la bravura di Francesco Guidolin che, in questa stagione, sta firmando il capolavoro di una carriera. E' la qualità del gioco friulano che cattura, sono i suoi solisti che strappano applausi, a cominciare dal capitano Di Natale: l'estate scorsa aveva detto no alla Juve e oggi è il capocannoniere di una squadra della quale, alla bisogna, sa essere al tempo stesso la superstar e il servitore.

La società dei Pozzo è all'avanguardia anche nella programmazione, sa perfettamente che cosa significhi disporre di uno stadio moderno e funzionale, ha appena presentato un progetto avveniristico che le consentirà di fare un ulteriore salto di qualità. Chissà e un giorno o l'altro, Joseph Blatter, 74 anni, presidente della Fifa da troppo tempo e per troppo tempo ancora (malauguratamente, il 1° giugno verrà rieletto per altri quattro anni) avrà il tempo di fare un salto a Udine. Dove, da anni, il club friulano ha realizzato un moderno impianto tecnologico in grado di stabilire se il pallone abbia o non abbia oltrepassato al linea di porta in caso di gol-non gol. Per non dire delle applicazioni sviluppate in ambito moviola in campo.

Ma Blatter dorme. Durante il week end è andato in Galles per ribadire all'International Board, il sinedrio dei parrucconi pallonari, che la tecnologia non serve. Al massimo, all'Europeo 2012, ci saranno cinque arbitri, così faranno ancora più confusione e più danni. L'unica decisione che Blatter e sodali hanno preso è stata bandire lo scaldacollo a partire dal 1° luglio, perché può essere nocivo alla salute dei giocatori. L'Udinese è nel futuro, Blatter sta con i fossili. Viva l'Udinese sempre. 

di Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
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