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Editoriale: l\'Italia di Prandelli cresce bene

Pubblicato il 9 febbraio 2011 alle 23:46:29
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Tratto dal blog di Mister X.

La bell'Italia di Prandelli cresce e cresce bene. A Dortmund, il 4 luglio 2006 teatro dell'esaltante semifinale mondiale, gli azzurri hanno confermato l'imbattibilità con i tedeschi che resiste dal giugno 1995. Hanno mostrato orgoglio, passione, voglia di vincere contro una delle Grandi del calcio mondiale. Il pareggio è stato equo. Nel primo tempo, la Nazionale è partita con il piede giusto, nonostante le incertezze di Montolivo che, prima o poi, dovrà spiegarci e spiegare a se stesso che cosa intenda fare da grande: il campione o l'incompiuto.

La Germania ha risposto con calma, forte di un'organizzazione di gioco che trova in Lahm, Ozil, Schweinsteiger e Podolski i suoi capisaldi, mentre Muller e Klose, quando entrano in azione fanno male. Puntualmente, così è stato sul primo e unico errore della difesa azzurra, immobile testimone dell'uno-due tedesco ispirato dal tacco di Ozil, in forma splendida. Gol di Klose e Italia che sbanda per dieci minuti, tanto che il rientrante Buffon firma subito un intervento d'autore.

Poi, però, la musica cambia: prima dell'intervallo c'è soltanto l'Italia e se l'olandese Braahmaar non fosse convinto che Aogo possa parare in piena area al posto di Neuer, la musica cambierebbe. Il rigore c'era e netto. Note positive: Chiellini, Cassano, Cassani, De Rossi, il succitato Buffon. Così così Motta, Bonucci e Ranocchia. Sufficienti gli altri, tranne Montolivo. Prandelli fa due mosse nell'intervallo: fuori Cassano e Pazzini, dentro Borriello e Rossi. Vicecampione d'Europa nel 2008, quando venne battuta dalla Spagna ed eliminata in semifinale, sempre dalla Spagna, ai mondiali sudafricani 2010, all'inizio della ripresa la Germania aspetta l'Italia nella propria metà campo e rilancia sorniona.

La forza dei tedeschi sono i giovani che Loew non esita a lanciare, siano tedeschi od oriundi: Goetze, ad esempio, ha soltanto diciotto anni, ma non ha paura di nulla e si vede. Il ritmo della partita è blando, troppo blando per l'Italia che non morde. Il rombo di centrocampo funziona poco. Cassani s'infortuna, entra Maggio. I tedeschi intrappolano gli azzurri nella ragnatela di passaggi che garantisce il possesso palla ai padroni di casa. Gara noiosa, Nazionale volenterosa quanto inconcludente. Prandelli imprime la svolta azzeccando anche gli altri cambi. A mezz'ora dalla fine, Aquilani prende il posto di Motta, inferiore alle attese anche se, prima di Dortmund l'interista aveva giocato 7 gare in 20 giorni e la sua stanchezza è comprensibile. Ma il guizzo di Borriello, neutralizzato da Neuer, è il segnale che i tedeschi sono stanchi e il pareggio è possibile.

Debutta Giovinco, entra Criscito al posto di Chiellini e, nel finale, finalmente la partita si accende. E' lo scatenato Rossi (19 presenze, 4 gol) a fulminare Neuer: 1-1 meritato e toccante dedica del bomber Villarreal al padre, scomparso un anno fa. Subito dopo, Buffon si oppone benissimo a Khedira. Finisce in parità e va bene così. A Dortmund, la nuova Italia di Prandelli ha mosso un passo nella giusta direzione. La strada per tornare grandi è lunga. Ma l'Italia ha imboccato la direzione che porta lontano. "Ho visto segnali di grande squadra", ha osservato Buffon dopo il fischio finale. E' così.

di Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
http://club.quotidiano.net/misterx