Editoriale: Hernanes-Cavani-Ibra, un trionfo

2010-12-31 09:16:12
Pubblicato il 31 dicembre 2010 alle 09:16:12
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Stiamo per salutare il 2010, la domanda è di moda: quali sono stati i tre veri affari della seconda parte dell’anno solare, da luglio a dicembre? Risposta semplicissima. Tre nomination, tre citazioni secche: Ibrahimovic, Hernanes e Cavani. Così, in ordine sparso, neanche alfabetico: difficile che non siate d’accordo, la distribuzione del podio la affido a voi. Cerco di dare alcune motivazioni alla mia selezione.

Ibrahimovic resta il miglior solista al mondo per chi ha fame di scudetti. Ovunque sia andato, ha acceso la luce. Ovunque sia andato, ha preso per mano la squadra di riferimento, spingendola verso il titolo nazionale con un’iniezione di classe, potenza, personalità e continuità. Ibrahimovic può sbagliare qualche partita e qualche gol, vedi l’ultima con la Roma, ma in generale lascia il segno. Si carica i compagni sulle spalle, li aiuta nei momenti difficili. E se il momento diventa critico, ci pensa lui con una giocata sopraffina e con una intuizione geniale. Il Milan ha pagato zero, sottolineo zero, per il primo anno in rossonero: un capolavoro strategico. I 24 milioni successivi verranno spalmati in più anni, anche questa mi sembra una vittoria a braccia alzate, con un distacco notevole sul gruppo.

Hernanes è il Messia, il metronomo, il trequartista: l’uomo dai piedi fatati. Pensate, ha chiuso l’anno solare con oltre 60 partite sul groppone, senza fermarsi un minuto. Quando doveva andare in ferie ha vissuto la trattativa-svolta della carriera: dal San Paolo alla Lazio per una cifra irrisoria rispetto al suo valore. Hernanes è la luce della Lazio, sono convinto che abbia espresso il 70 per cento del potenziale e che – dopo aver riposato - si prenoterà per un 2011 a cinque stelle. L’Inter lo aveva in pugno nel 2009, ha cercato di riprenderlo nel 2010, ma Lotito aveva sbaragliato la concorrenza. Un trionfo della Lazio, una Waterloo per Branca.

Cavani sarà sempre il rimpianto di Zamparini. Il Palermo doveva cederlo perché El Matador aveva avuto problemi ambientali e aveva chiesto di andar via. Ma Zamparini non aveva sbagliato fissando in 25 milioni il pezzo del cartellino. Poi ha fatto uno sconto eccessivo al Napoli, otto milioni, accontentandosi di cinque per il prestito e di un pagamento dilazionato. De Laurentiis non vedeva l’ora di sfruttare l’assist che assomiglia a un autogol. Cavani è il grimaldello di Napoli, il fuoriclasse, il re Mida: se tocca un pallone, al novanta per cento è gol. E poi, dovreste vedere: che gol!

Fuori dal mio podio del 2010 resta Borriello che merita una citazione. E’ arrivato e ha cambiato la Roma. Ma quei tre sono fuori concorso.