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Alessandro Del Piero è un fuoriclasse e un gran signore. Ribadisce come non ci siano stati problemi per il fresco rinnovo di contratto fino al 2012. In realtà, e lui lo sa, qualche problema deve esserci stato visto che se n’è parlato per tanto tempo. E che dopo il suo video (“firmo in bianco”) sono trascorse parecchie settimane. Bisogna dire così, che è stato tutto semplice, che la Juve puntava, punta e punterà su Alex. Che la firma, come sostiene Andrea Agnelli, è stato “un momento fisico, meno importante rispetto a quando mi ha detto sì”. Del Piero ha firmato nel ventre del nuovo stadio, passaggio importante. A conferma che da quell’impianto Alex vorrebbe uscire presto con uno scudetto sul petto: possibilmente nel maggio del 2012, anche se non sarà un’operazione semplice.
Se vogliamo metterla sul piano del “vissero tutti felici e contenti” possiamo anche andare e non ci sono intoppi. Ma a me non piace un riepilogo così superficiale. E dopo aver segnalato una via crucis eccessiva prima della firma, proprio per l’enorme contributo che Del Piero ha dato alla Juve, ci sono altri aspetti che mi interessa approfondire. Il primo: la differenza tra Del Piero e Totti. La differenza sulla durata del contratto: Del Piero fino al 2012, Totti fino al 2014. Certo, si potrebbe dire che Alex ha due anni in più. Ma si dovrebbe aggiungere che ha avuto qualche problema fisico in meno di Francesco.
Totti ha siglato il rinnovo per ben cinque anni il 16 dicembre 2009: aveva 33 anni, alle spalle tanti infortuni, di sicuro è stato un gesto esemplare della Roma. Esemplare per quanto – a livello di fedeltà – Francesco aveva dato al club, rinunciando a tante tentazioni (in primis Real Madrid e Milan) pur di continuare ad indossare la casacca giallorossa. La Roma decise di blindare il capitano a prescindere, in modo eccessivo se pensiamo che in un modo o nell’altro nella storia recente il club ha perso a parametro zero o quasi gente come Cafu, Chivu, Cassano, Mancini e Mexes. Della serie: gli altri contano poco, l’importante è che Totti sia contento. Ripeto: a livello di classe e fedeltà, glielo avrebbero potuto fare fino al 2020, ma mi è parso esagerato. Serve prudenza prima di garantire cinque anni a un ultratrentenne, pur fuoriclasse che sia.
Non c’è una morale in simile storia incrociata, ma una differenza strisciante, evidente. Io mi sarei comportato così: il contratto a Del Piero lo avrei rinnovato senza arrivare al fotofinish, glielo avrei fatto di due anni. E avrei detto ad Alex: “Il prossimo giugno decidi tu se andare avanti, oppure no”. Con le Bandiere bisogna essere generosi, puntuali, esagerati e sinceri. E Del Piero è una Bandiera, il Gagliardetto di sempre della Juve.