Editoriale: bella Fiorentina, ma l\'Inter non perdona

2011-02-16 21:40:02
Pubblicato il 16 febbraio 2011 alle 21:40:02
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it



di Xavier Jacobelli, direttore www.quotidiano.net

Mai dire mai nel campionato più equilibrato degli ultimi anni, con le prime quattro squadre ristrette nello spazio di 7 punti a 13 giornate dalla fine. Le prefiche che soltanto domenica sera intonavano i loro pianti sull'Inter sconfitta dalla Juve e, secondo loro, fuori dalla corsa-scudetto, sono improvvisamente scomparse stasera a Firenze. Contro una brillante Fiorentina, la squadra di Leonardo (8 successi in 10 gare di campionato, 10 su 12 comprendendo la Coppa Italia) ha vinto una partita delicata e difficile. L'autogol del giovanissimo Camporese - che rimane comunque un'autentica rivelazione del torneo  - sembrava avere spianato la strada ai nerazzurri, ma i viola hanno reagito con la determinazione e con l'orgoglio che, finalmente, hanno ritrovato.

Il pareggio di Pasqual aveva indotto i toscani a pensare che fermare i campioni del mondo fosse lecito, ma quando in campo c'è un fuoriclasse come Samuel Eto'o, l'impresa può risultare impossibile. E così è stato. L'azione che ha portato al raddoppio di Pazzini, implacabile Grande Ex, è stata ancora una volta l'esaltazione di una classe purissima e di una maturità tecnica che fanno dell'asso africano l'autentico uomo in più dei detentori dello scudetto. Subito il raddoppio, la Fiorentina si è improvvisamente arresa, come se fosse consapevole della propria inferiorità ela fiammata finale non le è bastata per agguantare i rivali. Ciò non toglie che la squadra di Mihajlovic, nonostante la sconfitta, abbia dimostrato di essere sulla strada giusta per vivere un finale di campionato da protagonista e non da comprimaria.  I viola sono stati raggiunti in classifica dal Genoa che ha vinto il derby genovese ripiombando la Samp nei guai. Domenica c'è proprio Fiorentina-Samp: chi vince, svolta.

L'Inter, invece, è piombata a 5 punti dal Milan e a due dal Napoli dopo avere scavalcato la Lazio, ora sotto di due lunghezze. Leonardo ha gestito con intelligenza il dopo Juve. Ha mourinhianamente fatto quadrato in pubblico, difendendo la squadra dalle critiche, in verità troppo ingenerose, piovutele addosso. Squalificati Chivu e Motta, l'allenatore ha puntato subito su Nagatomo e Stankovic e ha azzeccato entrambe le mosse, mentre Ranocchia non avrebbe potuto festeggiare in modo migliore i suoi 23 anni risultando il migliore in campo. Milan e Napoli sono avvisati: l'Inter è da scudetto. Non ne dubitavamo. Da qui alla fine, ci sarà da divertisi.

di Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
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